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Maurizio Valenzi è nato a Tunisi, il 16 novembre 1909, da una famiglia
di origine livornese. Inizia l'atività di pittore frequentando per qualche
anno l'Accademia di Belle Arti di Tunisi, diretta dal professore Vergeaud.
Sotto l'influenza del pittore toscano Moses Levy aderisce,con Antonio Corpora,
Loris Gallico e Jule Lellouch alle correnti d'avanguardia della pittura
moderna. Espone i primi quadri al Salon Tunisien e poi a Roma, Parigi, Tunisi
in mostre collettive con Boucherle, Louis, Ronco ed altri pittori francesi e
tunisini. Fra il '30 e il '31 tiene studio a Roma, dove conosce Carlo Levi,
Fausto Pirandello e Adriana Pincherle. Nel giugno del '32, rientrato in
Tunisia, aderisce al Partito comunista; nel sud del paese nella zona di
Chaffar, promuove la lotta sindacale dei braccianti arabi contro i grandi
agrari europei. Qui porta a termine numerosi dipindi, andati poi perduti
(ne rimangono solo alcuni disegni) che ritraggono la vita dei beduini della
tribù Zlass.
Nel 1937 è a Parigi, dove collabora alla " Voce degli Italiani", diretta da
Giuseppe Di Vittorio. In questo periodo sono gli anni del Fronte popolare
- incontra diversi protagonisti della nuova cultura francesce, come
Tristan Tzara, Paul Eduard, Aragon, Andrè Wumser, J.R. Bloch e studia l'opera
degli impressionisti e dell'Ecole de Paris. Nel Novembre del '41, in Tunisia,
viene arrestato con altri comunisti e antifascisti italiani ed è rinchiuso nel
nel campo di concentramento del Kef; processato per "attentato alla sicurezza
dello stato", viene sottoposto alla tortura dell'elettricità dalla polizia del
regime di Vicky. Fa l'esperienza del carcere in diverse prigioni tunisine e
algerine fino all'ergastrolo di L'ambèze; sono di questi periodi numerosi ritratti,
disegnti fortunosamente in carcere, che poi ispireranno i quadri dipindi a
Napoli agli inizi degli anni settanta. Nel '44 torna in Italia; a Napoli,
dirigente della Federazione del PCI, entra a far parte del comitato di liberazione
nazionale. Nel '52 è eletto consigliere provinciale; per tre legislature,
dal '53 al '68, è eletto al senato.
Dopo una lunga pausa riprende in pieno nel '71 l'attività artistica, comunque mai
del tutto abbandonata grazie ai continui contatti con Paolo Ricci, Renato Gottuso,
Emilio Notte, Carlo Levi e Sebastian Matta, ai quali è legato da antica amicizia.
Sono di questo periodo le prime mostre personali, a partire da quella ospitata
nel '73 dalla Libreria Macchiaroli di Napoli.
Nel '75 Maurizio Valenzi è eletto sindaco di Napoli. Assolve questo compito
per otto anni; nel 1984 viene eletto al Parlamento Europeo.
Negli ultimi anni il lavoro di artista è ripreso più intenso; lo dimostrano
le recenti mostre di Strasburgo ('89) e di Napoli ('91) e la prima prova di
scenografo per la commedia di Eduardi De Filippo messa in scena, nell'aprile scorso,
alla Pergola di firenze dalla compagnia Teatrale degli "Ipocriti" per la regia di
Ugo Gregoretti. Per la sua partecipazione alla lotta di liberazione contro
il governo di Vichy e l'intensa attività svolta nel campo delle relazioni
culturali tra Napoli e Parigi il presidente Mitterand, su proposta dell'allora
ambascatore a Roma Gilles Martinet, lo ha insignito dell'ordine della
"Legion d'Honneur".
Su Maurizio Valenzi sono stati pubblicati due libri-intervista; il primo
nel '78 a cura di Massimo Chiara, edito dagli Editori Riuniti di Roma,
tradotto in francese dalla "Presses Universitaires Francaises"
il secondo nel 1989 a cura di Attilio Wanderlingh dalle Edizioni Sintesi.
Una raccolta dei suoi disegni dal carcere, dal titolo "i disegni di Lambeze",
era apparsa nel 1975 a cura delle edizioni "LU"
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