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Un’Alleanza per il Lavoro, in grado di far convergere concretamente intellettuali, politici, rappresentanti istituzionali sui temi dell’occupazione, è la proposta lanciata dal neo Segretario Generale di Cgil Campania Nicola Ricci. “La nostra idea – spiega il leader sindacale – è di colmare quel vuoto di proposte e di elaborazioni concrete che sarebbero necessarie, invece, per costruire una politica attiva per il lavoro”. Irrobustire la classe dirigente, dare idee, costruire linee guida per lo sviluppo: il Sindacato oggi si trova a fare i conti con una classe politica nazionale debole, carente sul piano delle proposte: “oggi si limitano a fare una radiografia dello stato dell’arte”, sottolinea Nicola Ricci. Il Segretario Generale di CGIL Campania muove in modo deciso i primi passi alla guida del Sindacato verso quello che è da sempre l’obiettivo per lo sviluppo della Campania e del Mezzogiorno: creare lavoro e attraverso questo ridare dignità, allentare le tensioni sociali, rilanciare il territorio.

L’Alleanza per il Lavoro – prosegue Ricci – nasce per creare una forte sinergia tra i soggetti istituzionali, sociali, politici. Ho già parlato con i Segretari regionali di Cisl e Uil per stare tutti dalla stessa parte, pensare e creare politiche che diano immediatamente una risposta alla richiesta di lavoro. In questa Alleanza gli interlocutori fondamentali sono gli imprenditori, che devono recuperare la fiducia negli investimenti e nelleinfrastrutture, ed il sistema bancario, che anche se ha perso in questi ultimi tempi un tassello importante per il Mezzogiorno quale il Banco di Napoli, deve essere presente in questo ragionamento attraverso importanti gruppi e la rete delle banche di credito cooperativo, che concretamente lavorano ogni giorno come supporto di prossimitàall’economia del territorio”.

Contributo di idee, rinnovato interesse sui temi di rilancio della Campania, si registra oggi un fermento significativo nel mondo intellettuale e universitario. Segnali incoraggianti anche dalla Regione, dove il Presidente De Luca ha annunciato 10mila nuovi posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione: “un passo significativo – aggiunge il Segretario regionale della CGIL – che potrebbe portare attraverso il turn over all’auspicato rinnovamento della macchina burocratica locale, in una regione dove molti Comuni sono ancora fermi al protocollo a mano”.

L’Alleanza per il Lavoro si pone in logica continuazione con il Laboratorio Sud, fatto dalla CGIL nazionale, che ha fornito una serie di riflessioni e indicazioni concrete per le politiche di rilancio del Mezzogiorno. “Una di questa – ricorda Ricci – riguarda il superamento dell’intervento strutturale del Governo, che è previsto al 34%, portandolo al 45 per cento. Colmare questo gap di 10 punti percentuali può aiutare la Campania a superare le sue endemiche difficoltà, in quanto tutti gli interventi ordinari qui diventano straordinari. La Campania, nel Quadro Comunitario di Sostegno, sconta un grave ritardo: dal plafond di fondi europei, 5 miliardi di euro, la Regione Campania, sui 900 milioni che doveva impegnare quest’anno ne ha spesi solo 340. C’è il rischio di perdere queste risorse e la Giunta ha avviato una serie di incontri importanti sull’edilizia, sul lavoro e sul sociale”.

Per il Segretario Generale di CGIL Campania non si deve ritornare alla vecchia esperienza della Cassa del Mezzogiorno, ma vanno alimentate risorse, coinvolti imprenditori e sistema bancario. “Come CGIL proponiamo l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo Industriale, pensata soprattutto per le regioni del Mezzogiorno – dice Ricci – che deve elaborare progetti e creare occupazione, recuperando una grande capacità di programmazione”.

Certo, non mancano iniziative, come quella di Invitalia, che nei giorni scorsi ha pubblicizzato il finanziamento di 133 progetti, che sono serviti a creare 50mila posti di lavoro. “Questi progetti, rivolti a realtà dell’agroalimentare insediate in Campania come Nestlé e Unilever – rimarca Ricci – riguardano 50mila posti salvati, in quanto queste aziende, rispetto ad una politica di tagli e delocalizzazioni, avevano paventato l’idea di andare via da Caivano e da Benevento. Abbiamo speso 5 miliardi di euro non per creare occupazione aggiuntiva, ma per mantenere i livelli occupazionali in Campania. E’ un dato positivo, ma non è la politica che dobbiamo perseguire, in quanto di mero mantenimento, non di investimento. Non ci sono aspettative, non c’è programmazione, non c’è un’idea di creazione di posti di lavoro”.

Nell’attuale scenario economico, caratterizzato da forti incertezze, il Segretario Regionale della CGIL guarda con attenzione alle ZES (Zone Economiche Speciali) come ambiti su cui puntare, in quanto, per come sono state pensate, possono avere ricadute anche sulle zone interne della Campania. “Napoli, Salerno, Castellammare, Nola a Marcianise – prosegue Ricci – devono comunicare tra di loro: è una buona base di partenza su cui ragionare e questa occasione non va persa. C’è solo un limite che De Luca si sta impegnando a superare insieme al ministro per il Mezzogiorno: la dotazione delle ZES complessiva per la Campania è di soli 50 milioni. La CGIL chiede che attraverso le Zone Economiche Speciali e con la realizzazione di un sistema di porti e interporti, la regione faccia quel salto di qualità in grado di sbloccare aree, come Bagnoli, attualmente ferme al palo”.

Sul sociale e sulla sanità, due fronti da sempre in piano piano per la CGIL, i sindacati hanno siglato nell’aprile scorso un importante accordo con la Regione. “Tuttavia questa intesa al momento è lettera morta. In questo settore – sostiene Ricci – va affrontato il tema della sanità d’emergenza per eliminare i disservizi, con un riequilibrio tra pubblico e privato. Lamentiamo inoltre l’assenza di tavoli tematici, specifici, perché oggi la discussione è tutta impegnata sul superamento del commissariamento. Inoltre, va avviato subito il confronto sul piano ospedaliero, dopo il positivo incontro tra Regione e ministero. Su questo il Sindacato ha un doppio ruolo, in quanto rappresenta gli interessi dei lavoratori del settore, ma anche dei singoli cittadini.

Per il 2019 resta prioritario l’impegno del Sindacato verso le fasce sociali più fragili. “Anziani e bambini sono al centro della nostra azione: – conclude Ricci – per i primi chiediamo la garanzia di LEA in grado di assicurare un’adeguata assistenza sanitaria, mentre per i secondi sollecitiamo un maggiore intervento delle istituzioni contro la dispersione scolastica”.