flc cgil campania autonomia differenziata“Autonomia differenziata: no all’autonomia delle disuguaglianze, essere cittadini di un Paese e non di una Regione” è il tema del dibattito promosso dalla Flc Cgil Campania, Proteo Campania e Udu in programma martedì 19 febbraio 2019 alle ore 9:30 nell’Aula Pessina dell’Università Federico II di Napoli (Corso Umberto I, 40) che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Gianfranco Viesti, docente di Economia Applicata all’Università di Bari, Alberto Lucarelli, docente di Diritto Costituzionale all’Università Federico II di Napoli, Alessandro Rapezzi, segretario generale della Flc Cgil Campania, Francesco Sinopoli, segretario generale nazionale della Flc Cgil, e di Nicola Ricci segretario generale della Cgil Campania.

Come Cgil Campania – afferma il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci – ci facciamo portatori di un tavolo che possa mettere a sistema tutte le posizioni per discutere di un’idea di regionalismo che tenga dentro anche i rapporti tra area metropolitana e zone interne svantaggiate della regione. Va avanzata con forza una seria e credibile proposta fiscale di sviluppo ed investimenti. Parlarsi attraverso giornali e convegni per evitare di fare sistema rappresenta una debolezza da parte di tutti questi soggetti, non solo istituzionali, che rendono il Mezzogiorno ancora più vulnerabile”.

Ferrovie regionalizzate con dotazioni economiche importanti, strade e infrastrutture sotto il controllo delle Regioni, un sistema tributario autonomo e secessionistico: sono queste alcune delle competenze presenti nell’intesa che il Governo si appresta a firmare con le Regioni del Nord, rendendo plastica la divisione con il resto del Paese. La Campania – ha concluso il segretario generale della Cgil Campania – oggi ha un prodotto interno lordo pro capite di 16.935 euro esattamente la metà di quello della Lombardia, pari a 35.234 euro: un gap economico che finirà per creare una società diversa non garantita dalla Costituzione”.

La Costituzione stabilisce che lo Stato debba garantire pari opportunità a tutti i suoi cittadini sulle materie che individuano la condizione di cittadinanza. Addirittura –afferma il segretario generale della Flc Cgil Campania, Alessandro Rapezzi – sempre la Costituzione si spinge a dire che lo Stato dovrebbe rimuovere gli ostacoli che creano impedimento. Il progetto di autonomia del Governo, se condiviso dalle regioni coinvolte, fa venire meno il progetto costituzionale. Nel campo dell’istruzione – avverte Rapezzi – rischiamo di avere venti diversi modelli che aumenteranno le disuguaglianze e metteranno in discussione l’integrità dello stato nazionale. Per questo la Flc e la Cgil – conclude il segretario generale della Flc Campania – saranno in campo perché qualsiasi decisione arrivi dopo ampia e consapevole discussione al fine di preservare i diritti dei cittadini”.