autonomia differenziataUn appello al Governo e alla Regione alla vigilia della consegna delle richieste di competenze che la Campania ha intenzione di avanzare in materia di autonomia differenziata, affinchè si «fermino le macchine e si prenda il tempo per affrontare una tematica così complessa sulla quale i padri costituenti hanno impiegato tempo e che ora si vuole liquidare in poche settimane». A lanciarlo è stato il segretario generale della Flc Cgil Campania, Alessandro Rapezzi, aprendo i lavori del convegno “Autonomia differenziata: no all’autonomia delle disuguaglianze, essere cittadini di un Paese e non di una Regione” promosso insieme a Proteo Campania e Udu nell’aula Pessina della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli.

Perché, come ha spiegato il professor Gianfranco Viesti, direttore del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari «non ci troviamo di fronte all’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione che prevede qualche competenza in più alle Regioni, ma si vuole riscrivere l’articolo 117 che ridisegna tutte le competenze in capo alle Regioni. Il punto – ha spiegato Viesti in un videomessaggio proiettato durante il dibattito – è che per finanziare tutte queste grandi competenze, Veneto e Lombardia hanno chiesto di avere più risorse di quante ne hanno avuto a disposizione fino ad oggi. Si tratterebbe di consentire un finanziamento molto maggiore in base al criterio di determinazione parametrato in base alla ricchezza delle singole regioni. Se – ha chiarito Viesti – si danno più risorse alle regioni più ricche di conseguenza ce ne saranno di meno per finanziare i servizi a quelle del Sud, ledendo i principi costituzionali che garantiscono solidarietà e pari diritti per tutti i cittadini».

autonomia differenziataE tra i settori che ne risentirebbero maggiormente c’è quello dell’istruzione che «rischia lo smantellamento» come ha avvertito il segretario generale della Flc Cgil nazionale, Francesco Sinopoli. «Attribuire competenze in base al gettito fiscale, soprattutto nel campo dell’istruzione – ha detto Sinopoli – vuol dire penalizzare le altre regioni e aggravare una tragedia del nostro Paese, quella dell’emigrazione da Sud verso Nord. Siamo di fronte ad un fatto straordinariamente grave di cui si discute troppo poco. E questa – ha ammonito – è una responsabilità politica che riguarda maggioranza ed opposizione. Capisco che il tema sia molto caro alla Lega, che ne ha fatto da anni un cavallo di battaglia, mentre non capisco cosa rappresenti invece per il Movimento 5 Stelle. Mentre per le opposizioni questo dovrebbe essere un motivo determinante per svolgere la propria funzione che, però, non sta assolvendo. Serve quindi un risveglio della società ed una forte spinta del sindacato per frenare questa differenziazione spinta che porterà ad un indebolimento del sistema universitario meridionale come ci ha insegnato la storia degli ultimi dieci anni che – ha concluso Sinopoli – ci ha portato alla chiusura degli atenei e alla distruzione del sistema universitario meridionale».

autonomia differenziataTra i relatori presenti all’iniziativa, l’assessore regionale alla Formazione e all’Istruzione, Lucia Fortini, secondo la quale l’autonomia differenziata è possibile anche per la Campania ma «a certe condizioni». «Il terreno sul quale ci sfidano le regioni del Nord – ha ragionato l’assessore Fortini – ci dovrebbe portare a correre alla stessa loro velocità. Ma questo può avvenire solo se i livelli essenziali di prestazioni siano a costo zero per le Regioni. La scuola rappresenta la più grande agenzia di socializzazione e pertanto i servizi devono essere garantiti dallo Stato. Questo ad oggi non accade perché non vengono garantiti a tutti gli stessi diritti».

Su sponde diverse il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci, per il quale il tema del regionalismo differenziato «rappresenta un problema serio per la Campania perché su settori strategici come sanità, trasporti ed istruzione, la nostra regione ne risentirà gli effetti in maniera negativa, perché sono servizi che non vengono garantiti a tutti. Non comprendiamo – ha sostenuto Ricci – l’attacco violento di De Luca al Governo nel chiedere 13 competenze. Aspettiamo di conoscerne i dettagli anche se crediamo che non sia un progetto sostenibile dal momento che la Campania è già al massimo del prelievo fiscale ed un aumento di gettito non porterà nuove risorse per finanziare i servizi ai cittadini. Anzi – ha avvertito Ricci – corriamo il rischio che la prossima manovra finanziaria regionale andrà ad incidere su imu, addizionale regionale e comunale con ricadute pesanti sui cittadini che pagheranno di più per avere di meno».