sindacati campania mezzogiorno

«Ripartire dalla Campania, dal Sud e ricostruire le condizioni per uno sviluppo ed una crescita reali dei nostri territori», è il grido d’allarme di Cgil, Cisl e Uil della Campania «rivolto al Governo, che ha cancellato il Mezzogiorno dalla manovra di bilancio e dalla sua agenda politica e alla Regione Campania, affinché sia più forte e decisiva nelle sue azioni sul territorio».

Dopo la grande manifestazione del 9 febbraio a Roma, solcando la linea unitaria nazionale, le tre confederazioni regionali di Cgil, Cisl e Uil, guidate da Nicola Ricci, Doriana Buonavita e Giovanni Sgambati, nell’attivo di questa mattina, insieme alle categorie e alle camere sindacali territoriali, hanno declinato tutte le problematiche e i nodi della Campania, mai sciolti.

«In una regione, che è la seconda d’Italia per tasso di povertà assoluta (56;4%) con una disoccupazione che supera il 20%, con un esodo giovanile che negli ultimi dieci anni ha visto emigrare 55 mila ragazzi dal Meridione, senza nuovi investimenti e senza risorse previste in infrastrutture ed in politiche di sviluppo – affermano Ricci, Buonavita e Sgambati – è troppo forte l’esigenza e la necessità di fare passi più convinti e mettere in campo nuove iniziative per i nostri territori».

«Il reddito di cittadinanza seppure risponde ad una fetta sociale debole ed indigente, non produce e non crea lavoro – dicono i tre segretari – mentre l’autonomia differenziata può piacerci solo se non accentua l’arretratezza della Campania e del Sud, solo se non divide le due “Italie” che già corrono a velocità nettamente differenti».

Cgil Cisl Uil Campania hanno costituito un gruppo di lavoro per tracciare un iter comune e per delineare insieme le prossime iniziative da mettere in campo a sostegno dell’occupazione e dello sviluppo in Campania.