Lavoro, precarietà e lotta alla criminalità: da Napoli parte la battaglia della Cgil di Landini

2019-02-25T16:19:14+00:00lunedì, 25 febbraio 2019|0 Comments

landini cgil inaugurazione

«Inaugurare una sede della Cgil ed intitolarla a Jerry Masslo significa rilanciare la lotta al caporalato e dire che le nostre sedi sono aperte a chi fugge da questa ingiustizia. Significa rilanciare con forza una delle ragioni del sindacato, quella di unire e non dividere perché la divisione favorisce lo sfruttamento e l’economia illegale e trattare le persone come numeri e merce». Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a Napoli per partecipare all’inaugurazione della sede Flai/Nidil Campania e Napoli, racchiude così il senso della scelta della categoria confederale di dedicare al bracciante africano, ucciso dalla camorra nel 1989 a Villa Literno, la sede di via Giuseppe Pica, in una delle zone più complesse della città partenopea popolata da numerosi stranieri.

landini cgil inaugurazioneReddito di cittadinanza e alla precarietà i temi che Landini ha affrontato incontrando una folta delegazione di precari insieme al segretario generale del Nidil Cgil, Andrea Borghesi. «Il lavoro – ha detto Landini – è un’emergenza non solo per Napoli e il Mezzogiorno ma per tutto il Paese. Il 9 febbraio abbiamo manifestato a Roma per chiedere al Governo di cambiare delle politiche sbagliate e chiedere un altro tipo di investimenti». Per Landini «la povertà esiste e come è noto da tempo la Cgil ha chiesto uno strumento per combatterlo. Noi, però, chiedevamo un’estensione del Rei come strumento utile per combatterla. Ora bisogna capire come il Governo utilizzerà il reddito di cittadinanza. A noi – ha proseguito Landini – non convince il fatto di mescolare la povertà con le politiche per il lavoro, considerato che si è poveri anche lavorando. Le politiche per il lavoro necessitano di investimenti straordinari. Non penso – ha ribadito Landini – ci siano tre occasioni di lavoro per ogni giovane se è vero che la maggioranza sta andando via dall’Italia. Nel 2018 abbiamo avuto più giovani che sono andati via dal nostro Paese che non stranieri che sono venuti qui da noi. La nostra è una contrarietà di principio. Nel Mezzogiorno la legge di Stabilità ha tagliato le risorse: noi pensiamo che il Mezzogiorno sia un problema non solo del Mezzogiorno ma dell’Italia e dell’Europa e serve un piano straordinario di investimenti e una politica diversa».

landini cgil inaugurazionePer il segretario generale della Cgil il Mezzogiorno ha «un problema di infrastrutture materiali e sociali». C’è bisogno «di guardare ai bisogni delle persone. Ci sono esperienze costruttive ma serve visione di sistema per combattere con serietà la malavita organizzata». Altro tema toccato da Landini è stato quello dell’autonomia differenziata sul quale il segretario della Cgil ha ribadito la netta contrarietà del sindacato. «Non se ne sta discutendo, sembra un tema nascosto. Noi – ha detto Landini – siamo contrari a questa logica perché l’autonomia delle regioni la prevede la Costituzione ma non si può pensare di dividere il Paese perché è sbagliato. Se si vogliono dare più risorse alle Regioni non si devono trattenere le tasse ma farle pagare a chi non le paga: così si combatte l’evasione fiscale. Chi più ha – è il concetto ribadito da Landini – più deve contribuire».

Da Napoli Landini ha toccato anche un altro nervo scoperto della città, quello della lotta alla criminalità organizzata. «A me sembra che il problema della legalità esista da anni. Come dice don Ciotti, se sono 150 anni che abbiamo la criminalità è perché ci sono state connivenze politiche. Se si vuole combattere la malavita organizzata – ha detto Landini – servono politiche precise e taglio secco di questa situazione. Uno dei primi temi è mettere le persone nelle condizioni di avere un lavoro ed essere liberi e non ricattabili. La battaglia sui diritti è la prima forma per combattere l’illegalità. Il nostro ministro dell’Interno – ha attaccato Landini – è stato troppo preso ad affrontare la questione sicurezza su piano elettorale. Un governo serio – ha concluso – dovrebbe avere il coraggio di affrontare a viso aperto queste situazioni, superando la paura con un’idea diversa di Paese».