Dopo la straordinaria manifestazione unitaria del 9 febbraio scorso, con cui Cgil, Cisl e Uil hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone, un altro grande appuntamento è segnato nell’agenda sindacale. Il settore delle costruzioni, con tutta la sua filiera dell’edilizia, cemento, laterizi e manufatti in cemento legno e lapidei ha proclamato unitariamente lo sciopero generale del settore delle costruzioni per il prossimo 15 marzo in piazza del Popolo a Roma, con inizio alle 9.30. Si tratta di uno sciopero importante che vede al centro della sua iniziativa il rilancio del settore edile, considerato da sempre di traino per l’economia italiana e del Mezzogiorno.

manifesto sciopero costruzioni

«Se non riparte l’edilizia non riparte il Paese. Analisi costi benefici sulle grandi opere pubbliche, piccole e piccolissime opere sospese soprattutto al Sud, politica industriale e manifatturiera praticamente assente dall’agenda del Governo e – sottolineano in una nota il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci ed il segretario generale della Fillea Cgil Campania, Enzo Maio spesso anche della regione Campania, hanno falcidiato e messo in ginocchio uno dei settori leader dell’economia italiana, evidenziando ancor di più il deficit infrastrutturale e la mancanza di una vera politica industriale del nostro Paese. Lo sciopero generale del settore delle costruzioni rappresenta, quindi, per l’intero movimento sindacale confederale un appuntamento strategico e importante per il mondo del lavoro. Strategico – evidenziano Ricci e Maio – perché cade all’indomani della grande manifestazione di piazza del 9 febbraio scorso, a cui bisogna dare continuità per tenere alta l’attenzione e la tensione nei confronti del Governo e delle Istituzioni; importante perché il settore delle costruzioni, da sempre considerato anti-ciclico, possa realmente riappropriarsi del suo ruolo di volano della ripresa economica e sociale dell’intero Paese».

È per questo motivo che il sindacato confederale, in tutte le sue articolazioni, dovrà far sì che lo sciopero generale del settore delle costruzioni possa rappresentare un altro momento alto di lotta e di partecipazione del movimento sindacale italiano. «La Campania – concludono Ricci e Maio –  è, e deve stare, all’interno di questo percorso unitario e confederale».