foto moti battipaglia

 A 50 anni dai “moti di Battipaglia” la Cgil Salerno, in collaborazione con il Comune di Battipaglia e l’associazione “Battipaglia 9 aprile 1969” ha promosso una tre giorni di confronto, dibattiti e mostre per analizzare quella che fu una delle prime rivolte popolari contro la chiusura della principale azienda agricola industriale del territorio, la Saim, lasciando senza lavoro decina e decina di lavoratori, causando una rivolta che sfociò in violenti scontri con le forze dell’ordine, provocando la morte di Teresa Ricciardi, insegnante che seguiva la rivolta dal suo balcone e del giovane studente Carmine Citro, oltre a causare numerosi feriti.

Fitto il programma della tre giorni, ospitata nei locali della ex scuola “De Amicis” in piazza Amendola, che si aprirà sabato 6 aprile con l’inaugurazione, alle ore 17:00, della mostra fotografica ed audiovisiva che racconta i moti del 9 aprile 1969, con la partecipazione della sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese, di Anselmo Botte, presidente dell’assemblea generale della Cgil Salerno e del presidente dell’associazione “Battipaglia 9 aprile 1969”, Raffaele Petrone.

CGIL - battipaglia tra storia e memoria 2019 1 «A distanza di 50 anni dai moti di Battipaglia, la piana del Sele continua a vivere una profonda crisi economica ed industriale e la vicenda che ha coinvolto la Treofan Italy – è il commento del segretario generale della Cgil Campania, Nicola Riccicon la conseguente chiusura dello stabilimento e il licenziamento dei 78 dipendenti è solo l’ultimo esempio in ordine di tempo. Abbiamo assistito anche qui ad una riedizione, seppur pacifica, della sollevazione popolare ed operaia che ha coinvolto politica, istituzioni e sindacati. C’è poi la piaga del caporalato che ancora insiste nella Piana del Sele, come hanno dimostrato le recenti inchieste della magistratura. La Cgil è in campo ed in prima linea su questi territori, con le sue sedi sempre aperte per raccogliere denunce, segnalazioni e offrire assistenza a quanti vengono sfruttati nei campi e sui posti di lavoro. Ma tutto ciò a volte non basta. Occorre – conclude Ricci – una forte presa di coscienza da parte di chi governa i territori, rimettendo al centro delle politiche il lavoro come elemento necessario allo sviluppo socio-economico dei territori».

Lunedì 8 aprile, alle ore 10:00, è in programma l’assemblea pubblica dal tema “Il Mezzogiorno ed il sindacato, ieri ed oggi” alla quale prenderanno parte, oltre alla sindaca di Battipaglia, il segretario generale della Cgil Salerno, Arturo Sessa, il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci e Adolfo Pepe della fondazione “Giuseppe Di Vittorio”. Le conclusioni saranno affidate alla vice segretaria nazionale Cgil, Gianna Fracassi.

La tre giorni si chiuderà martedì 9 aprile, alle ore 17:00, con il convegno “Battipaglia 9 aprile 1969: tra storia e memoria” durante il quale verrà proiettato il documentario “Ritorno a Battipaglia” di Luigi Perelli cui seguirà un confronto pubblico con diverse testimonianze dei protagonisti dei moti di Battipaglia e gli interventi del presidente dell’associazione “Battipaglia 9 aprile 1969”, Mario Maiorano e dello storico Giovanni De Luna.

«La Cgil Salerno – si legge in una nota – ha deciso di ricordare i “fatti di Battipaglia”, per tenere viva la memoria di quei giorni che per lungo tempo hanno segnato il dibattito nazionale e che ancora oggi rappresentano oggetto di studio e riflessioni sulle politiche del Mezzogiorno e sul loro fallimento. Sarà l’occasione per approfondire il ruolo del sindacato in quella delicata fase di trasformazione del nostro Paese e confrontarlo con le tante analogie che caratterizzano l’attualità. Sarà, inoltre, l’occasione per valutare quanto sta accadendo oggi sulla Piana del Sele e le crisi che continuano ad interessare questo territorio ad altissima vocazione industriale. Ci sforzeremo – prosegue la Cgil Salerno – di fare tesoro degli errori del passato e disegnare un nuovo modello di sviluppo per il Sud, a partire dal bagaglio di elaborazioni che le lotte del 1969, con il loro drammatico epilogo, ci hanno consegnato».