foto consorzio bacino salerno 2

Oggi presso la sede di EcoAmbiente Salerno SpA si è chiuso il passaggio di cantiere di 12 lavoratori del Consorzio Bacino Salerno 2 nel rispetto di quanto previsto dalla Legge n.14/2016 della Regione Campania.

«Quello compiuto da EcoAmbiente Salerno SpA e dalle organizzazioni sindacali territoriali, con la Fp Cgil Salerno che già aveva richiesto il tavolo – dice in una nota il segretario generale Antonio Capezzuto – è un atto importante e vitale ai fini della realizzazione del percorso verso l’attuazione definitiva della legge succiatata per il riordino del ciclo integrato dei rifiuti in provincia di Salerno. Ai lavoratori interessati è stato garantito il passaggio a tempo indeterminato e tutti i diritti contrattuali maturati con il Consorzio Salerno 2, con l’applicazione del regime sanzionatorio di cui all’art.18 della Legge 300/1970, che evita pertanto l’applicazione delle normative sanzionatorie previste dal Jobs Act. Naturalmente – sottolinea Capezzuto – resta grave la situazione degli altri 42 lavoratori ancora in capo al Consorzio, che dal prossimo 2 maggio, se non “cantierizzati” presso i Comuni della Provincia di Salerno, rischiano di restare senza lavoro ed entrare in regime di “disponibilità”. Il Consorzio, infatti, in quella data cesserà la propria attività».

«Va rilevato – prosegue il segretario generale della Fp Cgil Salerno – che l’integrale ricollocazione dei predetti lavoratori passa indispensabilmente attraverso il puntuale rispetto del “Piano di ripartizione” dei lavoratori cosiddetti “intercantieri/indiretti”, elaborato dall’ente consortile in base alla quota di partecipazione percentuale di ciascun Comune al medesimo Consorzio. Sono 17 i Comuni non serviti dai servizi del Consorzio che sono del tutto assenti dalla discussione sulla ripartizione, mentre nei 23 comuni serviti dall’ente solo in alcuni casi si è proceduto all’assorbimento della quota di intercantieri assegnata dal “Piano di ripartizione”».

Mancano all’appello Comuni importanti come Eboli, Capaccio, Battipaglia, Pontecagnano, Amalfi, Ravello, Campagna, Cetara. In alcuni casi, nell’inosservanza totale della leggi regionali 26/2010 e 14/2016, alcune amministrazioni comunali hanno addirittura manifestato la volontà di non assumere nemmeno i lavoratori cantierizzati.

«Chiediamo un intervento immediato e definitivo del vice Presidente della Giunta Regionale, On. Fulvio Bonavitacola, affinché – rimarca Capezzuto – svolga un’opera di moral suasion nei confronti dei Comuni consorziati. Urge un tavolo di confronto in Prefettura dove con la presenza della Regione Campania, delle organizzazioni sindacali, dell’Ente d’Ambito e del Consorzio, i Comuni prendano atto di quanto previsto dalla norma e procedano all’assorbimento delle maestranze. Confidiamo – conclude il segretario generale della Fp Cgil Salenro – nella responsabilità e lungimiranza della Regione Campania affinché faccia rispettare quanto previsto dalla propria legge regionale 14/2016, ponendo in essere tutti gli atti amministrativi di indirizzo necessari all’integrale rispetto del “Piano di ripartizione”, così da garantire la continuità occupazionale dei 42 lavoratori interessati e per mandare finalmente a regime il sistema degli ambiti territoriali ottimali per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti in regione Campania e nella provincia di Salerno».