cgil sanita privata

«Leggiamo in queste ore farneticanti, offensive e scomposte dichiarazioni dei segretari generali di Fp Cisl e Uil Fpl Campania in riferimento alla vertenza sulla una tantum nella quale, a nostro giudizio, sottoscrivendo un accordo truffa le due organizzazioni sindacali hanno svenduto alcuni lavoratori del sistema sanitario accreditato della Regione Campania». Così in una nota congiunta il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci e il segretario generale della Fp Cgil Campania, Alfredo Garzi, replicano alle accuse lanciate in questi giorni delle sigle di categoria regionali di Cisl e Uil sulla vertenza che sta interessando la sanità privata accreditata in seguito all’accordo sottoscritto con l’Aiop.

«Fortunatamente – ricordano Ricci e Garzi – il numero dei lavoratori che ad oggi ha sottoscritto l’adesione all’accordo è ben lontano da quello dichiarato dalle due organizzazioni sindacali le quali, peraltro, non hanno nemmeno ben presente quale sia davvero la platea dei lavoratori in Campania che hanno diritto a ricevere gli arretrati contrattuali. Nei mesi e negli anni scorsi le organizzazioni sindacali, unitariamente, hanno sottoscritto accordi sulla stessa vertenza che consegnavano ai lavoratori cifre ben più consistenti ai lavoratori ai quali, oggi, dovrebbero spiegare perché, ad esempio, ai lavoratori del gruppo Nephrocare o del Fatebenefratelli hanno consentito, insieme a noi, di prendere importi superiori almeno del 50 per cento a quanto hanno sottoscritto con il recente accordo. Esistono forse in Campania lavoratori di serie A e di serie B?».

«Nelle tre aziende citate da Cisl Fp  e Uil Fpl, sappiamo con certezza che le adesioni raggiunte non superano il 30 per cento dei lavoratori in servizio. Ad essi si aggiungono una manciata di pensionati che sono stati chiamati ad hoc anche per essere ritratti in belle foto pubblicitarie per l’accordo e che, involontariamente, si sono prestati al gioco. Ci tocca segnalare come la Fp Cgil è vicina ai lavoratori che essendo stati “costretti” a firmare l’adesione ed essendosi accorti in ritardo di cosa comporta quella firma, ci stanno chiedendo in continuazione come si fa a tirarsi indietro dall’adesione prima della conciliazione. Quanto alle offese gratuite dei segretari di Fp Cisl e Uil Fpl, che evidentemente conoscono poco il comparto, – proseguono i segretari generali di Cgil Campania e Fp Cgil Campania – possiamo rispondere che possono stare davvero tranquilli: nessun lavoratore è ostaggio di alcun ufficio legale. I lavoratori che hanno proposto contenzioso nel corso degli anni all’azienda sono perfettamente a conoscenza di quale sia il mandato che hanno sottoscritto con i nostri legali. Non abbiamo bisogno di alimentare le casse delle nostre federazioni attraverso sotterfugi di tal fatta e nemmeno attraverso il sistema delle conciliazioni tanto caro ad altre organizzazioni ma mai caro come in questa vertenza. Non è un caso – annunciano – che decine di lavoratori si stanno in queste ore associando alla Fp Cgil abbandonando, in alcuni casi, la loro vecchia sigla sindacale di appartenenza. E non perché qualche dirigente sindacale, proditoriamente, cambia casacca e porta in dote pacchetti di iscritti, ma perché stanno comprendendo quale è stata la vera posta in gioco in questa partita. Noi con il sistema dei datori di lavoro possiamo sederci a trattare ma – concludono Ricci e Garzi – al sistema dei datori non facciamo né sconti, né regali, né piaceri».