foto nicola ricci assemblea 23 settembreInclusività come valore tra interessi sistemici, nuova rappresentanza e capacità di intercettare i fattori di cambiamento. Un sindacato di “programma” “che ribadisca la propria identità e aspiri alla collocazione, non più procrastinabile di soggetto di rappresentanza sociale”. Un diverso approccio al contesto di contraddizioni della Campania che presenta pochi elementi positivi economici e di crescita e continua a subire una pesante crisi che può essere frenata soltanto da una forte iniezione di investimenti pubblici e privati. La proposta di costituzione di parte civile da parte del sindacato nei processi per incidenti sul lavoro. L’analisi del contesto occupazionale ed i recenti colloqui avviati con la Regione Campania intorno alla piattaforma programmatica presentata con Cisl e Uil Campania.

Sono i temi al centro della relazione (qui il documento integrale) che il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci, ha tenuto nell’assemblea generale che si è svolta a Napoli, a conclusione della discussione avvenuta in queste settimane nelle Camere del Lavoro provinciali e nelle categorie provinciali e regionali sul documento nazionale “Il lavoro si fa strada” e che proseguirà nei prossimi giorni con le assemblee generali di Avellino e Caserta. Ai lavori ha partecipato la vice segretaria nazionale della Cgil, Gianna Fracassi, che ha tenuto le conclusioni.

Una riflessione necessaria per analizzare il contesto in cui si trova attualmente la Campania, attraversata dalle crisi industriali di Whirlpool, Jabil, American Laundry, Manital, Novolegno che stanno letteralmente mettendo in ginocchio il tessuto occupazionale e produttivo di una regione già ferita da altre emergenze, come quelle ambientali e sanitarie.

Il Mezzogiorno – ha ricordato Ricci – non gode, come si vuol far credere, di finanza pubblica con grandi flussi economici e per l’altro, secondo questa visione, spesi poco e male. Secondo gli esperti, se si considera l’intera spesa totale pubblica e non solo quella che registrava, strumentalmente, l’ex ministro Stefani con dati della Ragioneria dello Stato, la spesa media di Campania, Puglia e Sicilia è di 12.531 euro annui mentre per Lombardia, Emilia e Veneto è di 16.630 euro. Recentemente il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano ha rilevato come per ogni 10 mila euro investiti al Mezzogiorno 4mila ritornano al Nord sotto forma di domanda di beni e servizi. E sempre Provenzano, – ha proseguito il segretario generale Cgil Campania – durante le Giornate del Lavoro di Lecce, ci ha confermato che il suo sarà un Ministero che incentrerà la propria azione nella lotta alle diseguaglianze, l’attenzione per i giovani, l’emigrazione e la vera occupazione”.

foto gianna fracassiIn Campania il Pil, nel periodo 2008/2018 è calato del –11,7 per cento, confermando la tendenza che, nella forte disomogeneità del Mezzogiorno, la nostra è una delle regioni più colpite nel sistema economico e finanziario del Paese. La Campania è anche la regione dove la ripresa occupazionale non è riscontrabile a fronte di una media europea di lavoratori impiegati del 73 per cento, in questa Regione soltanto meno della metà delle persone tra 20 e 64 anni ha un’occupazione. La percentuale di persone occupate è in Campania del 45,3 per cento. La disoccupazione giovanile nel Sud Italia supera il 50 per cento e in Campania è del 21 per cento, con 286mila disoccupati sul totale del Sud di 594mila. Peggio c’è soltanto Mayotte, un territorio d’oltremare francese in Africa, vicino al Madagascar. Le ore di cassa integrazione ordinarie sono aumentate del 390,20 per cento, passando da 1.471.000 ore a 7.210.000 e quelle straordinaria del 597,59 per cento, passando da 865.000 ore a 6.040.000.

I dati Svimez di qualche giorno fa – ha detto Ricci nella sua relazione – ci dicono che i primi sei mesi del 2019 hanno registrato una crescita occupazionale solo al Nord con +0,7 per cento e + 0,1 per cento al Centro mentre al Sud si è registrato un ulteriore calo del -0,3 per cento. In più il Sud si ritrova per il terzo trimestre consecutivo in piena decrescita. Il Mezzogiorno, dati 2019 su 2018, segna –26.700 occupati (al Nord +137.400). La Campania, in totale ha perso 30.900 posti di lavoro, facendo segnare un saldo negativo pari all’ 1,8%. A tutto questo si aggiunge Campania un forte calo demografico. È drammatico – ha proseguito il segretario generale Cgil Campania – il deficit di strutture sanitarie e assistenziali. La Campania è una delle cinque regioni d’Europa più povere. Una è bulgara, mentre le altre sono Sicilia e Calabria“.

Il 17 settembre scorso sono stati avviati i confronti con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e la giunta regionale su diversi punti, anche se questa interlocuzione – che andrà avanti nei prossimi mesi con incontri già programmati – non cambia il giudizio complessivo del sindacato.

foto platea assemblea generale

Su alcune vertenze importanti come Whirlpool, Jabil, American Laundry, Novolegno e altre ancora – ha detto Ricci – la Regione non si è resa protagonista attiva né verso il Governo né verso le imprese, determinando un ulteriore quadro di debolezza. L’incontro del 17 settembre scorso ha registrato una volontà politica di confrontarsi per arrivare a delle risposte serie su alcuni temi emergenziali. Si è deciso di avviare una serie di tavoli tematici per affrontare alcune priorità e richieste della nostra piattaforma regionale. Si partirà dalla sanità e dal bacino dei lavoratori precari a cui va data una immediata prospettiva. Entro ottobre, – ha ricordato il segretario generale – il confronto proseguirà sui temi delle politiche sociali con l’istituzione di un Fondo per la “non autosufficienza” e, a seguire, si farà il punto sulle ZES e sulla cabina di regia. Infine, sarà affrontato l’annoso problema dei lavoratori LSU in scadenza il 31 dicembre prossimo”.

L’assemblea generale della Cgil Campania arriva a pochi giorni dal terzo sciopero globale promosso dai coordinamenti di Fridays For Future, che culmineranno con le manifestazioni del 27 settembre che, a Napoli, vedranno la partecipazione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nell’ambito delle Giornate nazionali dei Servizi Pubblici, promosse dalla Fp Cgil Nazionale. A richiamare alla partecipazione del sindacato, dei lavoratori e delle lavoratrici durante l’assemblea generale è stato Gianmarco Silvano, responsabile organizzativo dell’Unione degli Studenti di Napoli.  “In questa settimana del terzo global climate strike, dove la Cgil ha dato la propria adesione – ha ricordato Ricci – si discute dell’emergenza climatica e dei modelli di sviluppo e dei consumi. La nostra non deve essere solo un’adesione formale, ma concreta e partecipativa iniziando dal prossimo 27 settembre con assemblee e iniziative”.

Infine, la proposta della segreteria regionale sul tema della sicurezza sul lavoro e le morti bianche. “La Cgil Campania – ha proposto il segretario generale – dovrà costituirsi parte civile nei processi, chiedendo alle categorie e alle Camere del Lavoro di individuare nella confederazione regionale il capofila di un coordinamento di azioni concrete a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici”.