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Iniziative, incontri con le scuole e con il mondo dell’associazionismo femminile: anche in Campania la CGIL si mobilita contro la violenza di genere. “In occasione della giornata internazionale del 25 novembre, le camere del lavoro e le categorie regionali hanno programmato iniziative sul territorio per informare e sensibilizzare la collettività sul tema e incontrare quanti ogni giorno lavorano per porre un argine ad un fenomeno intollerabile”. A dirlo la Cgil Campania presentando le iniziative in programma per la giornata internazionale per il contrasto alla violenza di genere.

Il 25 novembre – afferma la Cgil Campania – non né per noi la fine ma la data d’inizio di un lavoro costante che la CGIL promuove per il contrasto ad ogni forma di violenza, a partire da quella perpetrata ai danni delle donne e delle persone LGBTQ* dentro e fuori i posti di lavoro”.

A Napoli, il 25 novembre, alle ore 15.30, presso la sede di piazza Garibaldi, l’iniziativa promossa da Filcams Campania “Libere da raccontare” con la partecipazione artistica di Rosaria De Cicco e gli interventi di Luana Di Tuoro, segretaria generale Filcams Campania; Camilla Bernabei, segretaria regionale  Cgil Campania, Cinzia Massa, segretaria Cgil Napoli, Elena Coccia, avvocata.

A Caserta, presso la sede dell’enoteca provinciale alle ore 17.30 la Camera del lavoro territoriale terrà, in collaborazione con la FLC di Caserta, l’incontro “Se questo è amore” con gli interventi di Camilla Bernabei, segretaria regionale Cgil Campania, Maddalena Corvino, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Caserta; Fernando D’Ambrosio, criminologo; Pina Farina, presidente dell’associazione antiviolenza “Noi voci di donna”; Giovanna Palermo, docente Università “Luigi Vanvitelli”; Gaetanina Ricciardi, segretaria generale Flc Cgil Caserta.

Ad Avellino si terrà, presso il Circolo della Stampa alle ore 18, la tavola rotonda “Ti amo da vivere” con Italia D’Acierno, segretaria Fiom Cgil Avellino; Marina Brancato, antropologa; Paola dei Medici psicoterapeuta; Vincenza Luciano, consigliera di parità provinciale; Luca Cioffi, segretario Cgil Avellino.

A Salerno la Cgil incontrerà, insieme a Cisl e Uil gli alunni dell’ITS “Genovesi- da Vinci” in occasione della presentazione del libroUn’altra vita” di Filomena Lamberti. Saranno presenti all’incontro Maria Sueva Manzione, segretaria Cgil Salerno; Geraldina Fausto, responsabile Pari Opportunità Uil e Simona Pagano, responsabile coordinamento Cisl donne Salerno. Il giorno successivo, la Camera del Lavoro di Salerno sarà impegnata in un’iniziativa, presso la sede della provincia, con il mondo dell’associazionismo femminile salernitano.

Il 26 novembre, alle 15.30, è in programma a Napoli l’iniziativa promossa dalla Fp Campania in collaborazione con la Cgil Campania “La violenza non è amore” con Camilla Bernabei, segretaria regionale Cgil Campania, Lella Palladino, presidente associazione D.i. RE; Giovanni Russo, presidente Centri Antiviolenza Napoli; Stefania Fanelli, operatrice associazione “Le porte di Frida”; Rosanna Ferreri, segretaria Fp Cgil Campania, Carmen Ferreri, cantante. L’evento precederà la diretta promossa da Fp Cgil nazionale “Respect”, prevista alle ore 16.

La Cgil Napoli sarà impegnata nelle giornate del 28 e 29 novembre. Il 28 novembre, insieme a Cisl e Uil per “Na panchina Rossa”, iniziativa realizzata in occasione della donazione da parte delle tre confederazioni all’ospedale San Paolo di Napoli di una panchina e di una sedia rossa in ricordo delle vittime di femminicidio. Il 29 novembre la Camera del Lavoro sarà a Secondigliano per “Spezzare le catene” corteo di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere.

I dati – spiegano Camilla Bernabei, segretaria regionale Cgil Campania e Rosanna Ferrerei, segretaria regionale Fp Cgil Campania – ci dicono che il lavoro fatto in maniera congiunta dalle istituzioni e dalle reti territoriali, i sindacati, le associazioni, i CAV possono dare un contributo significato nel contrasto al fenomeno, ma ci dicono anche che si tratta di qualcosa di ancora troppo diffuso. Non c’è un territorio immune dal fenomeno – continua Bernabei – ed è impensabile pensare che il codice rosso possa essere una valida risposta alla violenza subita da tante troppe donne e persone LGBTQ. Quello della violenza di genere – sostengono Bernabei e Ferreri – è un fenomeno che ha radici profonde nella cultura patriarcale, in un modello di società che non accetta l’emancipazione femminile, che non possiamo più tollerare. Ben vengano gli interventi di sensibilizzazione nelle scuole ma è necessario che Governo e Regione stanzino importanti risorse per la costruzione di nuove case rifugio, per il sostegno socio-economico e per l’inclusione lavorativa delle vittime, per la formazione del personale medico, della giustizia e delle forze dell’ordine. Nulla però – concludono Bernabei e Ferreri – sarà davvero efficace senza l’attivazione di tutti i soggetti presenti sul territorio in grado di contrastare concretamente la violenza e senza un’operazione di sensibilizzazione costante e continua della collettività e di informazione sui percorsi che si possono attivare”.