foto striscione whirlpool web

Otto ore di sciopero, con assemblee e presidi, oggi in tutti gli stabilimenti del gruppo Whirlpool Emea in Italia, dopo l’infruttuoso incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. Altre otto ore di sciopero saranno invece proclamate nelle prossime settimane quando Fiom-Cgil, Fim Cisl e Uilm metteranno in campo una grande mobilitazione nazionale a sostegno della vertenza. Ieri a Napoli, nello stabilimento di via Argine, affollata assemblea con i segretari territoriali delle tre categorie per fare il punto all’indomani del vertice di ieri con l’ad Luigi La Morgia ed il ministro Stefano Patuanelli. “Siamo arrabbiati – dice Donato Aiello, Rsu dello stabilimento di Napoli – perché da otto mesi non abbiamo risposte concrete da parte di azienda e Governo. Ma non ci arrendiamo e continueremo nella lotta”.

Dunque si va verso un’altra grande mobilitazione generale, come quella del 31 ottobre scorso. “Ma – avverte Massimiliano Guglielmi, segretario generale Fiom-Cgil Campaniaquesta volta dovremo costruire un percorso diverso che sia capace di riportare la vertenza alla ribalta nazionale. Quello che è certo è che non ci fermeremo. Sindacati e lavoratori – conclude – sono determinati a portare avanti la battaglia”. Per il numero uno della Fiom Campania “il Governo si è dimostrato inadeguato”. “Siamo passati da un ministro che pubblicizzava il rientro in Italia di Whirlpool – sottolinea Guglielmi – ad un ministro che ha alzato le braccia dicendo che il Governo non può fare nulla”.

A ribadire la posizione unitaria delle organizzazioni sindacali è Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil Napoli. “Non ci sono soluzioni alternative alla prosecuzione della produzione a Napoli. Siamo disponibili ad un progetto di riconversione per sostenere questa posizione e metteremo in campo tutte le azioni di lotta possibili per contrastare lo strapotere delle multinazionali. Abbiamo chiesto al Governo – annuncia – che gli ammortizzatori siano uguali per tutti: non può esserci cassa integrazione per cessazione attività”.