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Si è svolta questa mattina sotto la Prefettura di Napoli l’assemblea dei lavoratori del Fisco della regione Campania che hanno così aderito alla giornata di mobilitazione nazionale indetta da Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa, Confsal Unsa e Flp per riaccendere i riflettori sulla “vertenza Fisco”. Alla base della vertenza dei lavoratori delle Agenzie Fiscali, alcuni temi generali e comuni all’interro comparto del Pubblico Impiego, tra cui il rinnovo del contratto di categoria e di quello Integrativo omogeneo per le funzioni centrali, con la richiesta di incrementare il welfare e le forme flessibili di lavoro: smart-working, coworking, telelavoro.

Comune è anche la richiesta di un nuovo sistema di classificazione ed inquadramento del personale che, tra l‘altro, incentivi lo sviluppo professionale mediante il passaggio tra le aree e riveda il sistema delle progressioni economiche. C’è, inoltre, l’annosa questione della mancanza di turnover che danneggia fortemente l’attività di contrasto all’evasione fiscale, nonché l’erogazione dei servizi d’assistenza fiscale ai cittadini. Solo alle Agenzie delle Entrate, a livello nazionale, si registrano 4500 unità di personale in meno in due anni a fronte della previsione dell’assunzione di alcune centinaia di lavoratori ma solo entro la fine del 2020. Conseguenza di questa criticità è l’aumento esponenziale dei carichi di lavoro che, nonostante la riduzione del personale il budget per il 2020, è incrementato rispetto agli ultimi due anni.

L’insufficienza di risorse umane, economiche e strumentali, è un altro degli elementi di crisi del settore. Innanzitutto il salario accessorio degli anni 2018 e 2019 non è stato ancora preventivato, ad obiettivi raggiunti, e l’aggravio dei tagli permanenti è di 50-60 milioni di euro. Poi c’è il capitolo delle attività esterne, poco remunerate e con assoluta mancanza di mezzi a disposizione; la presenza di ambienti di lavoro poco salubri, riflesso di contratti di pulizia sottoscritti sempre al ribasso.

La mobilitazione di queste ultime settimane ha anche messo in evidenza due importanti fattori: il ritrovato e rinnovato protagonismo dei lavoratori a salvaguardia dei propri diritti e quelli dei contribuenti, ma anche la denuncia, forte e chiara, dell’assenza di una visone strategica della macchina fiscale da parte dei vertici dell’Agenzia che, nel tempo, ha destrutturato la governance e l’organizzazione degli uffici, come nei recenti casi di revoca degli incarichi di responsabilità (ex art 17 e 18 del Contratto di Lavoro) e delle insufficienti risorse per remunerare le posizioni organizzative.