foto case popolari

Sempre più a rischio la gestione delle case popolari in Campania. Il Cda dell’ACER non ha ancora approvato il bilancio di previsione che dovrebbe consentire l’avvio della gestione della nuova azienda. Al solo fine di pagare gli stipendi ai dipendenti degli ex Iacp, si è ricorso all’utilizzo dei dodicesimi di bilancio. Per tutte le attività resta un blocco sostanziale che fa temere fortemente per le ordinarie attività di gestione dell’immenso patrimonio pubblico, oltre 80mila beni solo di proprietà degli ex istituti. Per questo Sunia, Sicet, Uniat e Assocasa hanno indetto per giovedì 13 gennaio alle ore 10:00 presso l’hotel Ramada di Napoli un attivo unitario delle strutture di base “per definire tutte le iniziative necessarie per sbloccare la situazione e far avviare la riforma delle politiche abitative e della gestione del patrimonio pubblico in Campania”.

E’ paradossale – si legge in una nota unitaria – che i vertici amministrativi della nuova azienda, prima ancora di avviare la gestione, richiedano garanzie dalla Regione per il pagamento del debito accumulato per l’IMU verso i Comuni e per eventuali morosità degli utenti.  Ci si chiede se, dopo mesi di discussione, interventi dei soloni della finanza regionale che hanno addirittura previsto la messa in liquidazione degli ex Iacp per tenere indenne la Regione da possibili ricadute del debito degli ex Istituti, sia ancora possibile assistere a tali diatribe. Tanto valeva – sostengono Sunia, Sicet, Uniat e Assocasa – rimanere le cose come stavano anche perché, nel bene e nel male, comunque gli Istituti hanno garantito fino ad oggi la gestione del patrimonio pubblico”.

Le organizzazioni sindacali degli inquilini avevano, da tempo, lanciato l’allarme sullo stato delle cose, chiedendo vari incontri all’Assessore al ramo che, in maniera assolutamente ingiustificabile, si è sottratto ad ogni confronto sul merito delle questioni, mentre diventa sempre più preoccupante la situazione per il possibile blocco delle attività di gestione e soprattutto manutentive del patrimonio pubblico, con seri rischi per la sicurezza e la salute dei cittadini.

IL 14 SCIOPERO DI DUE ORE DEI LAVORATORI ACER 

I  lavoratori dell’ACER ( Ex IACP della Campania) riunitIsi in assemblea hanno confermato la propria partecipazione allo sciopero di due ore dichiarato dalle segreterie regionali di Fp Cgil e Uil Fpl per venerdì 14 febbraio.

Assurdo e preoccupante – scrivono in una nota le due segreterie regionali di categoria – è il mistero che copre la mancata approvazione del bilancio di previsione, primo appuntamento vero del Consiglio di Amministrazione ,  facendo crollare le certezze dei lavoratori e delle loro famiglie  per il mancato pagamento degli stipendi di gennaio , il tutto aggravato dalla disparità in atto , tra i lavoratori appartenenti alle ex IACP provinciali, in quanto alcuni riescono, attraverso le vecchie tesorerie,  a percepire lo stipendio di gennaio, ed altri invece che non riescono ad avere il giusto stipendio mensile”.

I lavoratori hanno preso atto, che la tanto reclamizzata Agenzia Campana Edilizia Residenziale, di fatto non è ancora nata, e le preoccupazioni che tale lassismo   possa danneggiare loro ed i servizi che pur stanno garantendo nell’incertezza completa, necessita dell’intervento diretto ed urgente del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Un fallimento Istituzionale che impone una risposta sindacale forte ed unitaria  a cominciare dallo sciopero di due ore dei dipendenti di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, proclamato per venerdì 14 febbraio, che sarà accompagnato da altre manifestazioni di protesta sindacale , con presidi e scioperi, che verranno comunicati in una conferenza stampa che si terrà al termine dello sciopero di venerdì 14 febbraio alle ore 12,00 nei pressi della sede legale dell’ACER, in via Domenico Morelli, 75 a Napoli.