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                             L’intervista al segretario generale della Cgil Campania al Quotidiano del Sud-Salerno

La vertenza Treofan ha dimostrato che quando il sindacato viene ascoltato, porta a casa il risultato”. Così il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci, in un’intervista all’edizione salernitana del Quotidiano del Sud commenta l’accordo raggiunto la settimana scorsa al Ministero per lo Sviluppo Economico per la cessione del ramo d’azienda alla Jcoplastic, azienda con il cuore battipagliese, di proprietà della famiglia Foresti, che ha deciso di scommettere sul know-how dei 55 dipendenti dell’ormai ex sito della famiglia indiana Jindal, per allargare la produzione di cassoni in plastica e mettere a punto un innovativo sistema di spostamento alimentato ad energia elettrica. “Non solo portiamo a casa un accordo che salvaguarda tutti i livelli occupazionali ma – aggiunge il numero uno del sindacato regionale – concludiamo uno dei pochissimi processi di reindustrializzazione del Mezzogiorno in un momento di forte crisi industriale che interessa centinaia di aziende in tutta la regione”.

A gennaio Cgil e IresCampania hanno presentato un’indagine sulle crisi industriali su scala regionale, censendo 120 aziende sindacalizzate. In provincia di Salerno su 22 aziende censite, 20 sono colpite da crisi di mercato. Treofan è una goccia nel deserto?Ci troviamo di fronte ad un risultato che va in netta controtendenza rispetto a quanto registrato finora perché si è seguita una strada ragionevole, un percorso che ha visto tutti i protagonisti (istituzioni, sindacati, imprese), andare nella stessa direzione sperimentando un approccio diverso alla gestione delle crisi industriali. Ma con le multinazionali non si può correre il rischio di arrivare all’ultimo minuto”.

Treofan a parte, la situazione resta piuttosto drammatica e un po’ in tutti i settori produttivi. Purtroppo si. A gennaio e febbraio abbiamo registrato un aumento della cassa integrazione ed una diminuzione dei rapporti di lavoro. In Campania si sono persi oltre 7mila posti secondo l’Inps che, sommati ai 4mila censiti dalla nostra indagine, ci danno un quadro concreto e allarmante. Specie se si considera che quasi tutte le aziende optano per la cassa integrazione straordinaria che, a differenza di quella ordinaria, rappresenta l’anticamera a ristrutturazioni ed esuberi. A questo poi va sommato il crollo del Pil e l’effetto Coronavirus”.

In che modo l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo incide sul mondo delle imprese? Molte delle produzioni che abbiamo in regione dipendono dall’esportazione delle merci e dai rapporti commerciali con la Cina. Ci saranno degli effetti negativi e li vedremo non prima di due-tre mesi”.

L’emergenza Coronavirus, pur non avendo ancora fatto registrare casi in Campania, sta mettendo a dura prova le strutture sanitarie, alle prese con la carenza di personale. La scorsa settimana con Cisl e Uil avete avuto un incontro in Regione sul tema dei precari che sembra sia andato male, annunciando la mobilitazione del settore. Se da un lato abbiamo ripreso il dialogo con la giunta regionale dobbiamo prendere atto che ad oggi non ha ancora prodotto nessun risultato concreto. L’incontro avuto con i dirigenti dell’area Tutela della Salute non è andato come speravamo. Ci aspettavamo delle soluzioni al problema storico dei precari della sanità, personale che per anni ha prestato servizio nei nostri ospedali, pur nel rispetto dei concorsi e delle procedure oggi si trovano fuori dal ciclo lavorativo. Abbiamo registrato la mancata volontà a trovare una soluzione da parte della Regione Campania, che si è appellata a leggi e codici. Ma altrove, come nel Lazio, le soluzioni si sono trovate e, mai come in questo momento di emergenza, l’innesto di nuovo personale nella sanità pubblica contribuirebbe e fronteggiare l’eccezionalità del fenomeno”.

Dopo la sanità, avete avuto anche un incontro con l’assessore regionale al Lavoro. Come è andato? Ci è stato fatto un elenco di dati e cifre sui provvedimenti adottati fin qui dalla giunta ma quando abbiamo chiesto quanti posti di lavoro aveva creato questo grande sforzo di programmazione, non abbiamo ottenuto risposta, rimandandoci ad un nuovo tavolo che si terrà molto probabilmente a marzo, all’esito dell’approvazione del decreto Milleproroghe”.

Due giorni fa il Tar ha accolto il ricordo di tredici residenti nell’area dell’aeroporto di Salerno, bocciando la Via e di fatto bloccando i lavori per l’allungamento della pista. Bisogna essere cauti: il progetto non va fermato. Se ci si saranno dei rilievi da parte dei giudici del Tar crediamo che si possano apportare dei correttivi in corso d’opera. Con l’avvio dei lavori di dragaggio del porto di Salerno, che consentirà l’attracco delle navi crociere e l’allungamento della pista dell’aeroporto di Salerno, si potrà decongestionare Napoli aprendo una porta verso il Sud che creerà nuova occupazione”.