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Con l’ultima ordinanza emanata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che impone lo stop alle consegne di cibo a domicilio, aumentano le ripercussioni economiche per tutti quei lavoratori del settore “food delivery” nella nostra regione. Per questo chiediamo alla Regione Campania di aprire un tavolo di confronto affinchè nel previsto decreto del Governo con le misure di sostegno economico a imprese, lavoratori e famiglie, vengano inserite specifiche tutele economiche e intraprese azioni utili a preservare sia la salute dei riders che dei cittadini. Una sospensione del servizio senza una necessaria tutela dei lavoratori generebbe una crisi molto forte anche in questo settore”. A dirlo in una nota congiunta sono la coordinatrice regionale NIdiL Cgil Campania, Antonella Pacilio e la segretaria NIdiL Cgil Napoli, Antonietta Perna.

NIdiL Cgil, sempre in prima linea al fianco dei lavoratori precari, auspica che la Regione Campania si dimostri disponibile ad aprire un tavolo regionale per la tutela dei diritti dei riders che nella nostra regione – non sono alle dirette “dipendenze” delle grandi catene del settore ma lavorano in regime di partita iva o collaborazione. Il che – sostengono Pacilio e Perna – rende ancora più difficile per loro ottenere tutele economiche in caso di sospensione forzata dell’attività lavorativa. Quello che chiediamo come categoria, è l’estensione degli ammortizzatori sociali in deroga e, laddove previsto, l’aumento delle indennità con l’erogazione di un sostegno legato ai redditi pregressi in proporzione all’effettiva riduzione dell’attività lavorativa, prevedendo un tetto superiore agli attuali 500 euro. Chiediamo, inoltre, che venga concessa la malattia legata all’emergenza Coronavirus per tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps, che andrebbe considerata come malattia per ricovero ospedaliero. Infine – concludono – chiediamo che venga estesa anche a questi lavorativi il blocco dei pagamenti di utenze, mutui e prestiti”.