foto violenza donne

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Le giuste misure contenitive del contagio e l’isolamento che ne comporta sono provvedimenti necessari che però rischiano di occultare il fenomeno della violenza contro le donne e dei femminicidi che neanche l’emergenza Covid-19 riesce a fermare”. A far suonare il campanello d’allarme è la Cgil Campania. E chiede di potenziare l’attività territoriale dei Centri Antiviolenza in regione.

Per molte donne – si legge in una nota della segreteria regionale – restare a casa soprattutto in questa fase di convivenza obbligata è un pericolo a cui è dirimente dare una risposta concreta. Sappiamo che i CAV presenti sul territorio, a Napoli come nel resto della regione, si sono attivati per mantenere la continuità del servizio, anche attraverso modalità in remoto, per consentire il supporto e l’ascolto tanto necessario ad una donna che ha deciso di denunciare i maltrattamenti subiti, ma è chiaro che le ore di convivenza forzata aumentano i fattori di rischio della denunciante, rendendo spesso impossibile anche soltanto il primo contatto”.7

In questa fase si rivela in tutta la sua importanza la messa in campo di una rete in grado di operare tempestivamente, per dare supporto immediato alla donna denunciante. È altresì necessario fornire un’informazione costante sui centri operativi e sui relativi orari di funzionamento oltre che sui numeri telefonici da contattare e sulla rete dei soggetti pronti ad accogliere la donna che ha bisogno di protezione per sé e per i propri figli

“Riteniamo opportuna la scelta del comune di Napoli di lavorare con le associazioni di categoria (Confesercenti, Abbac, Aigo, Wonderful Italy, ABC del turismo campano, Host) per mettere a disposizione delle donne vittima di violenza domestica che hanno necessità di allontanarsi da casa una lista di strutture disponibili per l’accoglienza. Auspichiamo che l’iniziativa sia realizzabile e possa essere replicabile in tutto il territorio regionale, coinvolgendo anche le strutture extra-alberghiere. È necessario però che tali iniziative siano messe in campo di concerto con le prefetture, le questure e le asl oltre alle amministrazioni comunali al fine di garantire la sicurezza delle donne ospitate”.