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I lavoratori e le lavoratrici di Città della Scienza sono fortemente preoccupati per il loro futuro. L’emergenza Covid19 è coincisa con un momento di grande difficoltà della struttura – che non si è ancora liberata dal lascito disgraziato della gestione precommissariale, nonostante il passaggio alla gestione “ordinaria”- aggravandone le condizioni ed aumentandone le incertezze. Chiediamo dall’inizio dell’emergenza un confronto costruttivo con la nuova governance e la Regione Campania, ma non c’è alcun riscontro.

Pochi lavoratori  per poche ore, sono rientrati in sede, ma non  si è mai costituito il Comitato sulla sicurezza previsto dal relativo Protocollo nazionale, né alcun cenno di confronto proviene dall’azienda. Azienda che, imperterrita, continua una politica del personale sorda a qualsiasi proposta di confronto. Non si è voluto anticipare  il fis, pur sapendo che i lavoratori avrebbero patito i ritardi dell’inps.

Avevamo dunque chiesto che si cominciassero a pagare gli stipendi arretrati che i lavoratori vantano. Non c’è stata alcuna risposta. Continua un utilizzo iniquo del fis, senza alcuno sforzo solidaristico e di perequazione, con molti lavoratori a 0 ore. Non si è mai sottoscritto il verbale di esame congiunto per l’avvio della procedura necessaria alla richiesta di ammortizzatori sociali. Abbiamo chiesto lumi circa la riapertura in vista del 18 maggio, anche stavolta nessuna risposta.

Un atteggiamento inspiegabile, col quale si ignorano le normali pratiche delle relazioni industriali. Un atteggiamento discutibile anche da un punto di vista più generale, considerando il periodo e le gravi incertezze che i lavoratori soffrono.

Abbiamo chiesto, ribadito, scritto ed ancora scritto le nostre richieste, le nostre proposte, anche in merito a come rimodulare e, se necessario,  riconvertire le attività. Nessun cenno. Non possiamo semplicemente attendere gli eventi, lasciando che siano gli autori del precedente disastro di Città della Scienza a deciderne le sorti. Nulla può impedire ai lavoratori di rivendicare e tutelare le proprie ragioni ed i propri diritti.

La Regione Campania, che pure tre anni fa ci salvò dal baratro verso il quale eravamo stati avviati, è chiamata oggi – per prerogative e funzioni amministrative e politiche- ad intervenire sul futuro di Città della Scienza. Ci mobiliteremo, in tutte le forme, con ogni mezzo, per vie sindacali e legali. Non sarà il distanziamento fisico a rompere l’unità dei lavoratori. Per questo domenica 10 maggio alle ore 16,00 ci incontreremo virtualmente per discutere della situazione e del da farsi.