lavoratori stagionali turismo
Con la pubblicazione del Decreto Interministeriale del 30 aprile sono stati finalmente resi noti i dettagli del cosiddetto Reddito di Ultima Istanza, previsto dal Decreto CuraItalia (art. 44) a copertura di un importante vuoto di tutela che la CGIL aveva nei giorni scorsi più volte denunciato.
Dalle indennità varate con il Cura Italia e i successivi atti applicativi restavano infatti escluse alcune importanti categorie, quali ad esempio alcune tipologie di lavoro stagionale e molti lavoratori intermittenti, questi ultimi in parte recuperati nell’accordo quadro sugli ammortizzatori in deroga siglato in Regione Basilicata. Abbiamo più volte segnalato come, ad esempio, moltissimi lavoratori stagionali del commercio e del turismo fossero stati esclusi dall’accesso alle tutele del Cura Italia, solo per motivi burocratici, legati al mancato riconoscimento dei codici di assunzione (molti stagionali non inquadrati ai fini previdenziali come tali, o appartenenti a settori di attività con codici ATECO non rientranti in quelli previsti dal Cura Italia)
 
LAVORATORI INTERESSATI
 
a) Lavoratori dipendenti stagionali diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il loro rapporto di lavoro tra il 1 gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto almeno 30 giorni di lavoro nello stesso periodo;
 
b) Lavoratori intermittenti, che abbiano svolto almeno 30 giorni di lavoro tra il 1 gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
c) Lavoratori autonomi senza P. Iva (con determinati requisiti);
d) Venditori a domicilio (con determinati requisiti).
 
COSA PREVEDE IL DECRETO
 
Il decreto prevede l’erogazione di una indennità una tantum di 600 euro, non imponibile fiscalmente, relativa al mese di marzo 2020; l’indennità non sarà cumulabile con altre simili già erogate con il cd, CuraItalia, né con la cassa integrazione o il reddito di cittadinanza. Si calcola che i lavoratori potenzialmente interessati dal reddito ultima istanza possano ammontare a circa 365 mila beneficiari, per una spesa complessiva di 220mila euro.
 
Restano esclusi, purtroppo, ancora i lavoratori occasionali per i quali il riconoscimento della indennità è subordinata alla iscrizione alla gestione separata al 23 febbraio: ciò comporterà, purtroppo, l’esclusione di molti. Si attendono, ora, le indicazioni INPS in merito.
 
Per info rivolgiti alla CGIL territoriale per la verifica del possesso dei requisiti necessari all’inoltro della domanda.