infermiere corsia

Cgil, Fp Cgil e Fp Cgil Medici Campania esprimono una vibrata protesta e un forte disappunto sull’esito della ultima riunione svoltasi tra la Regione Campania e le organizzazioni sindacali confederali e di categoria in merito al riconoscimento della premialità Covid-19, straordinaria e temporanea, per le lavoratrici ed i lavoratori che nel corso della emergenza con abnegazione e senso di appartenenza hanno garantito la tenuta del Sistema Sanitario“. Così in una nota congiunta il sindacato esprime il suo disappunto dopo la proposta avanzata dalla Regione Campania due giorni fa.

In premessa – spiega il sindacato – è stato chiesto alla Regione di stabilire la ripartizione alle singole Aziende delle risorse stabilite dai decreti nazionali, così come avvenuto in tutti gli altri accordi regionali, e di quantificare l’impegno di spesa individuata dal bilancio dell’Ente per definire le Risorse Aggiuntive Regionali per la corresponsione della premialità. La Regione, invece, ha presentato una proposta di intesa nella quale risultano assenti sia la ripartizione alle singole Aziende dei finanziamenti nazionali che la quantificazione delle Risorse Regionali per la premialità. Inoltre, sebbene la Regione abbia recepito la richiesta di individuare 3 fasce (Fascia A = € 1100; Fascia B = € 600; Fascia C = € 200, i cui importi sono stati individuati senza confronto) di premialitá sulla scorta del rischio relativo di contagio, rispetto alla penultima riunione, però, ha deciso di escludere circa 16.000 lavoratori dal compenso della Fascia B, perché ha spostato dalla Fascia B in Fascia C tutte le “Altre Unità Operative e Servizi ospedalieri non ricompresi nelle precedenti Fasce“.

Non è possibile non tener conto dell’elevato rischio di contagio del personale del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica afferente al Dipartimento di Prevenzione, così come del personale del servizio di Medicina Legale addetto alle necroscopie, del personale delle R.S.A. e degli Hospice, e del personale convenzionato addetto alle visite domiciliari che sono state eseguite con insufficienti dispositivi di protezione individuale.  Quindi, sulla proposta della Regione,  Cgil e Fp Cgil Campania e Fp Cgil Medici esprimono la propria netta contrarietà, perché non è possibile escludere lavoratrici e lavoratori che durante la crisi emergenziale hanno lavorato in condizioni difficili e senza dispositivi di protezione adeguati. L’accordo proposto è fortemente divisivo, perché escluderebbe i lavoratori di intere Aziende, a partire dal Pascale, dal Santobono, dall’IZSM e dall’Arpac, nonché i lavoratori dei servizi esternalizzati e quelli che pur facendo parte del S.S.R. non hanno un rapporto di lavoro diretto con l’Azienda“.

Si ribadisce che la premialitá va corrisposta a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, con gradualità diversificata e legata al rischio relativo di contagio e allo stress correlato al disagio organizzativo, che hanno assicurato i servizi indipendentemente dalla qualifica professionale e dalla tipologia contrattuale. Chiediamo di impedire l’ennesima distinzione e discriminazione tra lavoratori del Servizio Sanitario Regionale che sono stati sottoposti allo stesso rischio ed hanno tutti mostrato la stessa grande disponibilità, professionalità ed abnegazione. Pertanto se la Regione è disposta a tener conto delle nostre osservazioni ed a rivedere la proposta, questa organizzazione si dichiara disponibile a riprendere la trattativa“.