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Oggi a Napoli i lavoratori di Whirlpool hanno manifestato presso il consolato americano per chiedere di recedere dalla decisione di chiudere il sito partenopeo, di rispettare l’accordo del 2018 e di assicurare un futuro a tutti gli stabilimenti e gli enti di ricerca e di staff italiani.

Hanno partecipato, accanto ai lavoratori campani, colleghi provenienti da tutti i siti italiani della Whirpool, dalla Lombardia alle Marche, nonché da molte altre imprese del territorio e da Embraco, nella consapevolezza che la vertenza Whirpool ha acquisito un valore simbolico e sistemico. Anche su di essa si misurerà difatti la capacità e la stessa volontà del Governo di difendere l’occupazione e il sistema industriale, giacché dopo le prime parole di solidarietà il Ministero dello Sviluppo economico sembra purtroppo avallare la linea aziendale.

Al termine della manifestazione una delegazione di Fim, Fiom e Uilm Nazionale in rappresentanza dei lavoratori e lavoratrici di Whirlpool è stata ricevuta dal Console Americano Patrick C. Horne. Allo stesso abbiamo presentato la richiesta di intervento e sensibilizzazione nei confronti della multinazionale Americana affinché ritorni sui suoi passi e ritiri l’idea folle di chiudere lo stabilimento di Napoli. Il Console si è dimostrato molto attento e ha dichiarato che trasferirà all’Ambasciatore Americano le nostre richieste invitandoci anche a inviargliele per iscritto.

Il sindacato dei lavoratori all’incontro del 31 luglio chiederà al Ministero dello Sviluppo economico di schierarsi al fianco dei lavoratori e di varare provvedimenti concreti in grado di influenzare la multinazionale. Abbiamo già suggerito alcune misure che in passato potrebbero essere prese, ma più in generale chiediamo norme che incentivino gli investimenti, in caso di rilancio, e penalizzino le chiusure, in caso di delocalizzazione. Oltre a Napoli, minacciata di chiusura, denunciamo una situazione grave più generale, a iniziare da #Caserta e dalle sedi impiegatizie marchigiana e lombarda.

A supporto della vertenza, il coordinamento nazionale, che si è svolto ieri, ha deciso ulteriori 4 ore di sciopero da tenere da qui al 31 luglio e il blocco degli straordinari a tempo indeterminato.