Lo scorso 12 luglio l’Aiop Campania (l’associazione datoriale che raggruppa una parte del mondo imprenditoriale della sanità accreditata) ha dichiarato lo stato di crisi del settore. Un annuncio paradossale se si pensa al valore degli utili che quel settore ha prodotto e produce. Nel solo triennio 2015-2018 (per il 2019 i bilanci non sono stati ancora depositati se non da una parte assolutamente residuale di queste imprese), le aziende associate AIOP in Campania hanno dichiarato utili per 52 milioni 735 mila 991 euro (pari a più di 102 miliardi di vecchie lire). E tali utili sono in costante crescita nello stesso triennio: + 103% nel 2017 su base 2016, + 82% nel 2018 su base 2017. Oggi, a partire dalle 14.00 e per tutta la giornata di domani, mercoledì 29 luglio, CGIL e FP Campania saranno in presidio sotto la sede di Aiop Campania, in via Riviera di Chiaia a Napoli.

Uno stato di crisi fantomatico e fittizio – dice Marco D’Acunto, segretario regionale FP CGIL Campania con delega alla sanità privata – che noi contestiamo con una mobilitazione dei nostri iscritti e dei lavoratori per rivendicare la firma definitiva del contratto collettivo nazionale di lavoro che manca da 14 anni. Abbiamo una pre-intesa sottoscritta il 10 giugno e le associazioni datoriali che continuano a non voler firmarlo. Per questo oggi pomeriggio saremo in presidio sotto la sede Aiop Campania a Napoli con i lavoratori per chiedere la firma del contratto collettivo nazionale di lavoro e la fine di queste minacce come la messa in mobilità dei lavoratori se la Regione Campania non dovesse rispettare gli accordi tra loro. A noi questo non interessa: la vita, la dignità dei lavoratori e il servizio pubblico garantito da privati che viene effettuato dalle aziende affiliate ad Aiop non può essere assolutamente messo in discussione”.

La FP CGIL e la CGIL ritengono che l’intero sistema dell’accreditamento in Campania abbia la necessità di una completa revisione a partire dal riequilibrio del rapporto tra pubblico e privato a favore del primo, dalla concessione degli accreditamenti esclusivamente alle aziende che applicano contratti collettivi di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e rinnovati periodicamente alle scadenze prefissate, dal sistema delle tariffe, dalla verifica delle branche di specializzazione (e della loro percentuale) da garantire attraverso il sistema delle convenzioni, dall’attuazione di un sistema di controlli più serio e stringente che non avvenga solo sulle carte.

Se Aiop dichiara lo stato di crisi – afferma il segretario generale CGIL Campania, Nicola Ricci – noi proclamiamo lo stato di agitazione perché riteniamo questa situazione una grave provocazione. Minacciare di mettere in cassa integrazione migliaia di lavoratori e operatori di un comparto delicato come quello della sanità, nascondendosi dietro un accordo con la Regione fatto di interessi, è gravissimo. Così come è gravissimo che dopo 14 anni di contratto bloccato in Campania non si dia seguito all’aumento in busta paga. Saremo in campo – conclude Ricci – per difendere i lavoratori, esigere il diritto alla salute e mettere in sicurezza i cittadini”.