foto ospedali infermieri web

Con una nota indirizzata all’Unità di Crisi regionale le segreterie regionali di Cgil e Fp Campania chiedono un confronto immediato per discutere la decisione di chiedere disponibilità alle strutture della sanità privata accreditata di posti letto per ospitare pazienti affetti da Covid19.

Ancora una volta, – sostengono Cgil e Fp Campania – con un atto endo-amministrativo, viene stravolta l’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale. Ancora una volta viene intrapresa una iniziativa di portata impressionante senza alcun confronto con le organizzazioni che rappresentano lavoratrici e lavoratori di un settore già in grande sofferenza. Avendo in mente che in un momento di emergenza tutte le parti debbano assumere positivamente le proprie responsabilità e dare i contributi più opportuni e garantire la esigibilità delle scelte intraprese, siamo costretti ad evidenziare che, nelle condizioni date, la scelta effettuata dall’Unità di Crisi – si legge nella nota firmata dai segretari Nicola Ricci (Cgil Campania), Alfredo Garzi, Giosuè Di Maro e Marco D’Acunto (Fp Campania) – rischia in breve tempo di passare da rimedio a fonte di ulteriore criticità”.

Le case di cura convenzionate e gli ospedali classificati operano, di per sé, con un personale ridotto all’osso e che, in queste settimane, è maggiormente contratto per l’elevato numero di professionisti ed operatori risultati positivi al Covid-19. Inoltre, non vi è alcuna certezza sugli standard di sicurezza, poichè nessuno Azienda ha attivato e sottoscritto il protocollo d’intesa sulla sicurezza. Infine, non ci risulta che il personale, tranne rarissime eccezioni, sia adeguatamente formato a fronteggiare l’emergenza“.

Per tutti questi motivi – conclude la nota – si chiede, con forza, l’apertura di un tavolo di confronto con le associazioni datoriali, prima di attivare il sistema, in uno con le Associazioni datoriali, per comprendere le necessità reali, le strategie aziendali, i fattori di sicurezza delle singole strutture ed anche i termini organizzativi della rimodulazione del loro servizio“.