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Con la fine dell’anno si apre una nuova stagione per la Cgil a Napoli e in Campania. Nicola Ricci, segretario generale per la Campania, il 21 dicembre scorso è stato eletto segretario anche per Napoli e provincia. Realizzando così quell’intreccio funzionale con il consenso dei vertici nazionali del sindacato.

Un punto di partenza, una sperimentazione – spiega proprio Ricci – che deve indurci a migliorare nel lavoro di rappresentanza della nostra organizzazione, adeguandoci ai tempi e ai bisogni dei lavoratori, stando di più tra la gente, nel territorio”. Nella nuova doppia veste, Ricci ha avuto modo di incontrare la Giunta regionale del Presidente De Luca cui ha ribadito le posizioni della Cgil. “La nostra regione – dice il segretario della Cgil Napoli e Campania – per uscire dalla crisi ha bisogno di un grande piano per il lavoro sia nel settore pubblico che in quello privato. Con Palazzo Santa Lucia vogliamo individuare delle priorità insieme ai diversi assessorati e poi, in un quadro d’insieme, condividere scelte e progetti per il futuro della Campania”. Intanto, a livello nazionale, si dovrebbe accelerare, subito dopo l’approvazione della legge di bilancio, la discussione sulla riforma degli ammortizzatori sociali, dopo l’istituzione dell’ISCRO per gli autonomi. Una riforma per uno strumento universale di tutela con il coinvolgimento istituzionale delle Regioni. “Il sindacato, sugli strumenti attuali, a partire dalla cassa Integrazione in deroga, ha sempre ritenuto che vadano migliorati nelle finalità e nelle modalità. Pensiamo – prosegue Ricci – alle piccole attività, anche del commercio, con meno di cinque dipendenti. Nella sola area di Napoli risultano presentate, alla fine di quest’anno, 145mila richieste di Cig, mentre quelle in deroga 46mila, che hanno coinvolto 533mila lavoratori, che si aggiungono agli altri 472mila delle quattro province della regione. Un dato drammatico che in prospettiva del superamento del blocco dei licenziamenti, in arrivo a marzo, e alle ricadute di possibili nuovi lockdown, rischia di far esplodere una ribellione sociale”.

Al Governo, ricorda sempre il segretario generale della Cgil Napoli e Campania,abbiamo chiesto da tempo un ammortizzatore sociale universale che sia da sostegno a tutte quelle categorie, dalle partite Iva ai precari, che non hanno alcun paracadute in caso di perdita del lavoro”. Inoltre, ciò che davvero manca, in Campania, “è un’idea di politica attiva del lavoro”, evidenzia Ricci. “Dobbiamo capire che parliamo di quasi 1 milione di lavoratori che rischiano il posto e di migliaia di piccole aziende che rischiano di sparire, con danni irreversibili sul prodotto interno lordo e lo sviluppo dell’economia campana. Di fronte a questi numeri – riflette Ricci – bisogna agire e farlo subito”. In che modo, è presto detto. “Una risposta importante può arrivare dal Next Generation, risorse non immediate, certo, ma nell’attesa, possiamo orientare i fondi europei già programmati al netto di quelli dell’emergenza sanitaria. Siamo in fase di programmazione e avvio del settennio 2021-2027 e c’è da massimizzare i finanziamenti residui del 2014-2020. Ecco, noi chiediamo alla massima istituzione locale uno sforzo straordinario sui progetti da mettere in campo, con le risorse dell’Unione Europea e la loro capacità di realizzazione. Un grande piano che rilanci economia, occupazione, infrastrutture, tecnologie. Un mega intervento che non può prescindere dalla sburocratizzazione. La Campania, ad esempio, pur essendo più avanti rispetto ad altre regioni sul fronte della progettazione, difetta nell’esecutività e nella rendicontazione dei progetti”.

Le nuove tecnologie conducono a temi come l’informatizzazioneche è ancora scarsa a livello locale e che può essere una leva di crescita”, suggerisce Ricci. “Nella sanità, ad esempio, con una gestione più informatizzata dei dati, si potrebbero risolvere tanti problemi e velocizzare le dinamiche nella cura dei cittadini. Una sanità di prossimità, che eviterebbe la congestione degli ospedali e permetterebbe ai cittadini di essere “tracciati” anche nell’anamnesi. La sanità, come dimostrato dall’emergenza Covid, è figlia di mancata programmazione e organizzazione e si è affidata al coraggio e alla generosità di tutti gli operatori. “La Regione, per quel che riguarda la sanità, rifiuta un confronto per capire che direzione si vuole prendere. Se pensiamo ai medici e gli infermieri oggi, con la seconda ondata in corso e la terza che forse verrà, la Campania ha 16mila unità in meno sul fabbisogno stimato. Serve, quindi, un piano immediato di assunzioni stabili e non precarizzate”.

Restando in tema di note dolenti, la Cgil mette tutti in guardia anche sui trasporti.Le società pubbliche di Regione, Città metropolitana e Comune di Napoli, Anm in testa, sono in sofferenza per non dire sull’orlo del collasso. É sintomatico il fatto che Industria Italiana Autobus, l’Ex Irisbus, non è coinvolta per la realizzazione di nuovi mezzi indispensabili per la gestione della crisi pandemica”. Uno stimolo alla ripartenza potrebbe giungere dal Recovery Fund e dal Next Generation EU. “Sul Recovery Fund, e più in generale sulle risorse del fondo Coesione – commenta Ricci – è in corso un dibattito sulla quota di soldi da destinare al Sud. Il Governo pensa solo al 34%, Svimez chiede altro, noi della Cgil pensiamo che i due terzi a favore del Mezzogiorno siano indispensabili e non creerebbero squilibrio con il resto del Paese. Si garantirebbe una crescita uniforme del Pil nell’ordine del 4/5% annuo. In termini di risorse parleremmo, sui 209 miliardi assegnati all’Italia, di 80-85 miliardi che, se ben spesi potrebbero davvero cambiare il destino del Mezzogiorno”. Soldi che aiuterebbero anche i bilanci delle Regioni. “Basti pensare alla Campania, che in questi giorni ha approvato la manovra finanziaria regionale per il 2021/2023 con risorse ridotte al lumicino. Nulla in più dell’ordinario per sanità e trasporti, figurarsi per lo sviluppo”. La Cgil, nel frattempo, continuerà la sua opera di sostegno ai lavoratori, attenta e sensibile al contesto sociale difficile. Con proposte ovviamente.

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