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Il diritto alla pensione per chi ha lavorato con contratti part-time verticale ciclico ora è legge. Dopo anni di battaglie sindacali e mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori, nella legge di Bilancio 2021 è stato finalmente previsto il riconoscimento in maniera piena della contribuzione previdenziale riferita ai periodi di lavoro come part-time verticale ciclico.

Si tratta di un risultato politico importante, ottenuto attraverso la mobilitazione di lavoratrici e lavoratori che con iniziative, presidi e tantissimi ricorsi legali negli ultimi anni hanno indotto il Governo ad un intervento risolutivo, che permetterà finalmente ai lavoratori in part-time verticale di poter accedere al pensionamento, considerando tutti gli anni di lavoro al pari di tutti gli altri lavoratori.

Di fatto vengono considerati ai fini del calcolo dell’anzianità contributiva necessaria per acquisire il diritto alla pensione, i periodi di sosta lavorativa. Più precisamente il numero delle settimane da assumere ai fini pensionistici si determinerà rapportando il totale della retribuzione annuale al minimale contributivo settimanale determinato ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge n. 463 del 1983 (minimale settimanale 206,23 euro nel 2020).

Invece, con riferimento ai contratti di lavoro a tempo parziale terminati prima della data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, il riconoscimento dei periodi non interamente lavorati è subordinato alla presentazione di apposita domanda dell’interessato corredata da idonea documentazione.

Su questo punto – affermano Cgil e Inca – vigileremo affinchè la circolare dell’Inps sia coerente con la novità normativa, consentendo a tutti coloro che hanno svolto periodi di lavoro in part-time verticale, di avere tale riconoscimento”.

I patronati INCA Cgil sono già attivi per supportare i cittadini nelle presentazione delle domande e per dare ogni tipo di informazione necessaria.

Qui trovi il volantino con tutti gli indirizzi dei patronati INCA CGIL Campania.