foto conferenza ricci

La crisi politica è in costante evoluzione. Ma questo non può esimerci dal continuare a mettere in campo le nostre proposte e sostenerle con una forte iniziativa che coinvolga tutta l’organizzazione, ad ogni livello“. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo alle riunioni dei comitati direttivi delle due strutture, che si sono svolte oggi in videoconferenza. Ricci, che in apertura ha ricordato la figura di Gianni De Luca, già vicesegretario regionale, è partito da quanto emerso nella recente discussione al comitato direttivo nazionale della confederazione.

Abbiamo avviato una riflessione – ha riferito Ricci – sul futuro del Paese, sulla situazione politica e sull’iniziativa della Cgil. In un momento storico in cui ci troviamo ad affrontare una pesante crisi economica aggravata dalla perdurante pandemia, la maggioranza che ha sorretto finora l’esecutivo non ha più i numeri per governare. La crisi, in questo caso, ha un nome ed un cognome, che è quello di Matteo Renzi e di quanti si riconoscono in Italia Viva. Noi, in questo scenario, siamo un’organizzazione presente, attiva, che vuole affrontare la crisi e mettere in campo ogni iniziativa per il rilancio del Paese, anche se ci dovessimo trovare di fronte ad un governo Conte Ter ed ad un rimescolamento delle alleanze“.

Noi – ha chiarito Ricci – non siamo per un governo tecnico o per un voto anticipato, che potrebbero provocare grosse difficoltà sul piano delle riforme necessarie per il Paese e su quello della programmazione dei fondi. Questa è una crisi incomprensibile e irresponsabile, se non ci sarà uno sbocco positivo, molti provvedimenti resteranno fermi al palo: dal Milleproroghe, al Pnrr fino al decreto Ristori, che in questi mesi ha sofferto anche di una mancata selezione di interventi da parte del governo, che non ha tenuto conto delle produzioni che nella pandemia sono cresciute e di quelle che hanno vissuto drammatici momenti di deficit“.

Il governo – ha aggiunto Ricci – non ha avuto costanza nel rapporto con le parti sociali. Nessun dialogo sulla legge di bilancio, nessuna salvaguardia dei contratti nazionali di lavoro, nessun passo avanti nel rinnovo dei protocolli di sicurezza, nessuna misura di politica industriale“.

Fisco, scuola, sanità, sistema Paese: sono queste – ha concluso Ricci – alcune delle riforme che devono vederci impegnati. Così come dobbiamo rilanciare le nostre proposte per il territorio. Nel nostro Paese solo sei grandi città superano i 500mila abitanti, per il resto ci sono tanti piccoli Comuni e aree interne che vanno salvaguardate. Con la Regione Campania il confronto va avanti, finito il primo giro di tavoli tematici, ora ci apprestiamo ad affrontare i tavoli tecnici. Occorre socializzare a tutti i livelli della nostra organizzazione questo e tutti gli altri confronti che abbiamo avviato con le istituzioni locali. Socializzare questa discussione servirà ad individuare le priorità per il futuro delle nostre città e della regione“.