foto whirlpool roma web
Oggi il ministro Giorgetti ha avuto la sensibilità di venire a incontrare i lavoratori e quindi le organizzazioni sindacali, malgrado ci fosse il voto di fiducia alla Camera. Questo è un buon segnale di attenzione. Così come l’impegno che ha assunto del blocco dei licenziamenti non solo per i lavoratori di Whirlpool ma per tutto il settore industriale. Adesso però lo aspettiamo alla prova dei fatti“.

É quanto ha affermato il segretario generale della Fiom-Cgil di Napoli, Rosario Rappa, dopo l’incontro al Mise sulla vertenza Whirlpool.

Il ministro – ha aggiunto Rappa – si è impegnato a convocarci a breve per discutere su Whirlpool, che per noi rimane sempre il punto di partenza. Bisogna far riaprire lo stabilimento di Napoli e riprendere la produzione di lavatrici. Peraltro Giorgetti è di Varese e conosce esattamente i carichi di lavoro che ha la Whirlpool“.

Su questo terreno – ha detto ancora Rappa – il precedente governo e Patuanelli in particolare aveva dichiarato la sua impotenza, speriamo che questo ministro abbia la potenza per far modificare la posizione di Whirlpool. Per quello che ci riguarda – ha concluso Rappa – auspichiamo che il governo si schieri dalla nostra parte, ma noi continueremo comunque le azioni di lotta con altre ‘passeggiate romane’ e probabilmente andremo in giro per l’Italia a chiedere la solidarietà di tutto il coordinamento nazionale Whirlpool per far ripartire la produzione delle lavatrici a Napoli“.

Mettiamo da parte l’ottimismo e aspettiamo un segno concreto dal ministro Giorgetti affinché vincoli la Whirlpool e lo stesso governo su un impegno da prendere con il nostro territorio: mantenere la produzione a via Argine“.

É quanto afferma il segretario generale della Cgil Napoli e Campania Nicola Ricci, secondo il quale, “alle buone intenzioni, il neo ministro dello sviluppo economico deve far seguire i fatti“.

Credo che sulla Whirlpool – ha precisato Ricci – debba subito essere chiaro l’intendimento di questo governo, affinché vincoli la multinazionale a rispettare gli impegni presi negli anni scorsi sullo stabilimento partenopeo. Le contraddizioni del precedente ministro e del precedente governo ci hanno portato in una situazione di grande difficoltà. Ora credo che l’azienda debba ragionare, al netto di un provvedimento legislativo importante qual è quello del blocco dei licenziamenti, della sua vocazione industriale. É semplicissimo – secondo Ricci – far ripartire l’attività a via Argine, anche perché, dati alla mano, il mercato degli elettrodomestici è in crescita ed è in controtendenza con crisi produttive di altri settori. Mantenere il marchio di una multinazionale, in un territorio come il nostro, è un obiettivo che va raggiunto“.