foto banca agricoltura

In una nota firmata della segreteria regionale Fisac Cgil Campania e dai coordinatori Fisac Cgil Area Napoli e Campania di Intesa Sanpaolo, la denuncia della mancata scelta da parte del gruppo bancario di destinare al Sud la sede della nuova direzione Agribusiness.

Una delle direttrici principali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è certamente la riduzione dei divari territoriali. Un processo virtuoso che consentirebbe di liberare il potenziale inespresso del Mezzogiorno. In coerenza con il Piano Sud 2030, il PNNR persegue il riequilibrio territoriale come priorità trasversale di tutte le iniziative che lo caratterizzano. Nella definizione delle linee progettuali e di intervento del PNNR sarà pertanto esplicitata la quota di risorse complessive destinate al Mezzogiorno, che può valere anche come criterio prioritario nell’allocazione delle stesse”.

Cosa possono fare le aziende del settore finanziario per contribuire a questa nuova centralità dell’Italia meridionale? “Sicuramente sostenere il Sud a partire dai punti di forza della sua struttura produttiva. Ma anche portare in queste zone del paese lavorazioni specialistiche, contribuendo ad aumentare in tal modo l’occupazione di qualità. L’esperienza dei mesi scorsi dimostra che queste operazioni non solo sono possibili ma producono anche benefici in ambito sociale e ambientale”.

Ebbene in questo contesto, in cui il Mezzogiorno sembra finalmente assurgere a questione nazionale, notiamo con rammarico che, nell’ambito della riorganizzazione varata dal gruppo Intesa Sanpaolo, la nuova direzione Agribusiness probabilmente non avrà sede nel Sud Italia. Eppure i distretti dell’agroalimentare rappresentano uno dei punti di forza dell’economia meridionale”.

Costruire poli specialistici a queste latitudini è uno dei modi, forse il più concreto, di contrastare il fenomeno della desertificazione territoriale, su cui si interrogano spesso le parti sociali e la politica. Auspichiamo dal primo datore di lavoro del Paese una decisa inversione di rotta verso una nuova centralità delle regioni meridionali, in direzione di un aumento dell’occupazione di qualità”.