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Cgil Campania e Cgil Napoli, insieme al coordinamento Donne Cgil Campania, sostengono la lotta delle donne piemontesi, che sabato 17 Aprile, saranno in piazza per difendere il diritto all’autodeterminazione delle donne e della legge 194/78.

Siamo preoccupati, dal diffondersi di politiche che mirano a contrarre la libertà delle donne, pretendendo di orientarne le scelte attraverso la limitazione del diritto all’IVG e attraverso campagne comunicative offensive della dignità femminile. Assistiamo al dilagare dell’affermazione di tali politiche in tutto il paese: in Umbria, nelle Marche, in Friuli Venezia Giulia e ora anche in Piemonte.

È arrivato il momento di dire basta. E che si intervenga affinché il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza possa essere pienamente ed equamente esercitato da tutte le donne del paese. Senza stigma e impedimenti. Ora più che mai, in una fase dove la salute pubblica è un tema centrale della discussione collettiva e dove associazioni sessiste che si autoproclamano pro-vita e che invece minacciano costantemente la libertà e la dignità delle donne continuano ad affermarsi con il sostegno dell’ultradestra in troppi spazi pubblici, è necessario rafforzare i servizi e consentire alle donne di realizzare le proprie scelte in sicurezza e avendo accesso alle migliori e più avanzate tecniche disponibili.

È necessario che si sancisca un principio: e cioè quello che nei reparti di ginecologia e di ostetricia sia prioritariamente in servizio personale non obiettore e che sempre e comunque sia sancito il rispetto della donna che intende affidarsi al servizio di IVG, inserendola in un contesto e un clima scevro da stigmatizzazioni e impedimenti all’esercizio della propria libertà.

Chiediamo alla Regione Campania di fare la differenza, facendo una scelta che vada in senso opposto a quelle regioni che intendono limitare il diritto di scelta delle donne, rafforzando il servizio di IVG su tutto il territorio regionale, attivando dei protocolli per garantire l’accesso in tempi congrui e nella massima sicurezza, investendo sulla formazione del personale dedicata, rafforzando e valorizzando il ruolo dei consultori, garantendo in tutte le strutture regionali dedicate la possibilità di accedere alla somministrazione della Ru 486, intervenendo con programmi di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, di educazione alla sessualità e riproduttiva, valorizzando gli ‘spazi adolescenti’ e sostenendone il raccordo con le istituzioni scolastiche, attivando e formando mediatori culturali in grado di dare assistenza e informazione anche alle donne migranti.