foto ricci sgambati buonavita whirlpool web

Domani saremo a Roma, insieme alle lavoratrici ai lavoratori e ai lavoratori di Whirlpool, per dire che lo stabilimento di Napoli non va chiuso e per chiedere con forza la proroga del blocco dei licenziamenti“. Lo ha detto il segretario della Cgil di Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo alla riunione degli esecutivi delle due strutture, convocati alla vigilia della manifestazione dei lavoratori Whirlpool in programma domani a Roma e in vista della manifestazione di Cgil Cisl Uil del 26 giugno a Bari. “Via Argine – ha affermato Ricci – non va chiusa ma rilanciata, perché un’azienda in cui si fanno 1500 assunzioni di lavoratori interinali e con un mercato in crescita non può decidere di andare via, nonostante abbia una produzione di qualità. I dati confermano che questo sito dovrebbe riaprire già domani mattina“.

Ricci si è quindi soffermato sulle motivazioni alla base delle tre manifestazioni nazionali promosse dal sindacato a Torino, Firenze e Bari per il 26 giugno e che saranno precedute da un attivo unitario dei quadri e dei delegati il 23 giugno all’hotel Ramada di Napoli. “Andremo a riappropriarci delle nostre piazze – ha detto Ricci – dopo mesi di pandemia per recuperare un rapporto diretto con i lavoratori. Dovremo puntare ad essere sempre più un sindacato generale che tutela anche chi non è iscritto, per garantire a tutti i lavoratori i diritti che troppo spesso sono negati“.

Con la fine del blocco dei licenziamenti migliaia di lavoratrici e lavoratori metalmeccanici in Campania rischiano di perdere il posto, con ripercussioni drammatiche nei settori produttivi della regione, già interessati da ristrutturazioni e riorganizzazioni, ed in quelli che hanno subito importanti rallentamenti nei piani produttivi, per effetto della pandemia. A sostenerlo sono le organizzazioni regionali di categoria, Fim Fiom e Uilm in un documento congiunto (clicca qui per visualizzarlo). “Dall’inizio del lockdown – ricordano – in tutto il settore metalmeccanico campano sono più di 5000 le aziende che hanno fatto ricorso all’utilizzo di ammortizzatori sociali. Più di 62.000 le lavoratrici ed i lavoratori sottoposti agli ammortizzatori e alla riduzione dei salari”.