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Su la Repubblica Napoli l’intervento del segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, sulle proposte del sindacato ai candidati sindaco della città di Napoli, nell’ambito del dibattito lanciato dal capo della redazione napoletana, Ottavio Ragone.

L’agenda dei 50 giorni per Napoli, a firma di Ottavio Ragone nel giorno di Ferragosto, ha avuto il merito di dare una vera scossa al dibattito politico di questi giorni e a quella che si preannuncia una complessa campagna elettorale per l’elezione del Sindaco. Almeno quattro i candidati in corsa per Palazzo San Giacomo che erediteranno una “città con vent’anni perduti” che andrà rivitalizzata, rigenerata, curata, amministrata bene. Credo che tante siano le idee e le proposte che Ragone ha sintetizzato in maniera chiara ma alcune, per noi, dovrebbero essere le priorità e i presupposti dell’azione amministrativa del futuro Sindaco.

Va recuperato, inizialmente, il rapporto fiduciario tra i cittadini e l’istituzione Comune. In questi anni, troppo è stato il distacco con la casa comunale e con le municipalità. I cittadini hanno vissuto con sofferenza l’assenza dell’istituzione. Non si è percepita la presenza nella quotidianità della nostra città, e negli ultimi anni sono state sempre più intrinseche le debolezze del tessuto sociale e amministrativo portando Napoli all’esposizione di gravi inadeguatezze. Basti pensare che nell’immaginario collettivo dei napoletani aleggia sempre la percezione di vigili urbani assenti, trasporti non funzionanti, servizi alla cittadinanza insufficienti, solo per citarne qualcuno. Di una città molte volte in balia delle proprie contraddizioni, su temi di rilevante importanza come sicurezza e legalità. Napoli esige un Sindaco nel pieno delle proprie funzioni con capacità istituzionali, e i moniti che in questi mesi sono venuti dal Prefetto, dal Questore e dal Vescovo, non potranno avere solo una funzione “sostitutiva” ma potranno rappresentare un “supporto” nell’operazione politica di riappropriarsi del ruolo naturale del Comune.

Il sociale, poi, a cui dovrà essere dato il necessario sostegno perché a Napoli e in tutta la città metropolitana, queste realtà e le tante associazioni che operano nel settore, sono sempre di più divenute sostitutive delle funzioni e delle azioni che spetterebbero ad un’amministrazione come la nostra, che rappresenta la terza città d’Italia.  Il secondo aspetto delle nostre priorità, e non potrebbe essere diversamente per un’organizzazione sindacale come la Cgil, deve riguardare una maggiore attenzione al tema del lavoro.

Alle realtà produttive, a quelle manifatturiere, al turismo, ai servizi, alla cultura. Attenzione all’occupazione e a quelle dinamiche, che coagulano gli effetti del clima economico sfavorevole e che comportano conseguenze rilevanti per gli equilibri sociali, di welfare e dello stesso sistema produttivo, poiché la forza dell’innovazione e la vitalità di un’economia risiedono anche nelle capacità di buoni amministratori di introdurre queste tematiche nell’ agenda politica. Ma questo lo si potrà fare – e lo ricorda Ragone efficacemente -solo grazie a una vera alleanza istituzionale con la Regione e con il Presidente De Luca: progetti, sinergie, collaborazioni tra assessori per spendere al meglio le risorse ordinarie e le anticipazioni del Recovery Fund.

Per ultimo, all’interno delle priorità, c’è il tema dei trasporti. Non ripercorro le gravi inefficienze e inadeguatezze del trasporto pubblico, né richiamo la “vergogna”, ammessa sulla stampa, di qualche dirigente. Ricordo solo che questo è e sarà un settore strategico nei prossimi mesi, con il suo impatto sul mondo della scuola, sulla gestione pandemica e delle misure di sicurezza, sui servizi minimi che dovranno essere garantiti ai cittadini. Sono consapevole che a Napoli e al suo Sindaco, in meno di due mesi, andranno funzioni inderogabili che richiederanno un funzionamento efficace e idee chiare, non mille progetti.

Occorrerà il coraggio delle riforme e dei pochi compromessi. Non possiamo più pensare ad un modello di amministratore che non esiste più. ma deve essere unicamente proiettato in un futuro in cui la storia parta dall’oggi. L’uscita dalla crisi pandemica e le conseguenze che ancora non immaginiamo richiedono il cambio radicale dell’azione politica. Ovviamente, e lo diciamo da tempo, occorrerà l’ascolto e il confronto con la società civile e i soggetti di rappresentanza come Cgil Cisl Uil per costruire un sistema sociale ed economico, che non risenta più della crisi della politica, ma sia competitivo e attrattivo di risorse e progetti per il rilancio di Napoli.